Cecchi torna a Pirandello con “Enrico IV”

Stasera al Tosti di Ortona. Il grande attore 80enne rivoluziona il testo del premio Nobel e dà respiro più corale al dramma
ORTONA. Carlo Cecchi, gigante del teatro italiano, capace di lasciare il segno anche nelle rare apparizioni cinematografiche, è stasera al teatro Tosti di Ortona con il dramma “Enrico IV” di Luigi Pirandello. Lo spettacolo, produzione Marche Teatro, novanta minuti di durata, è il secondo appuntamento con la stagione di prosa allestita da Acs Abruzzo Circuito Spettacolo in collaborazione con il Comune e la Compagnia dell’Alba. Inizio ore 20,30.
Spiega l'autore-attore fiorentino nelle note allo spettacolo di cui firma adattamento e regia: «Si recita anche contro Pirandello, quando il contenuto e/o la forma della sua “tragedia” regrediscono ai luoghi comuni del teatro naturalistico della fine dell’Ottocento (per esempio: “la commozione cerebrale” come causa della pazzia del protagonista; o l’intero terzo atto che Pirandello precipita in un confuso e melenso melodramma con tanto di “catastrofe” finale). Questo doppio gioco con l’autore conduce “la tragedia” a uno spettacolo il cui tema è il teatro, quello di oggi: specchio frantumato che riflette la vita della nostra epoca che è (citando Beaudelaire) “un deserto di noia” con “oasi d’orrore” che crescono e sempre più si moltiplicano nel mondo» Il dramma in tre atti “Enrico IV” fu scritto da Pirandello nel 1921 per il famoso attore Ruggero Ruggeri.
Il debutto il 24 febbraio 1922 al teatro Manzoni di Milano. Il testo è sempre stato una tentazione irresistibile per gli attori di teatro, essendo, come sottolinea Cecchi, «un lungo, sterminato monologo, dove la funzione degli altri personaggi si riduce spesso a quella di dare la battuta al “grande attore” perché possa continuare il suo estenuante monologo. Ho ridotto drasticamente la parte di Enrico IV, dando in questo modo spessore drammatico agli altri personaggi, così da permettere un gioco di insieme». Così in questa rilettura più corale hanno maggiore respiro i ruoli affidati a Angelica Ippolito (attrice nata con Eduardo De Filippo), Gigio Morra, Roberto Trifirò. In scena anche Dario Caccuri, Edoardo Coen, Vincenzo Ferrera, Davide Giordano, Chiara Mancuso, Remo Stella. Carlo Cecchi, che due giorni fa ha compiuto 80 anni, dopo i memorabili allestimenti di “L’Uomo, la bestia e la virtù” (1976) e “Sei personaggi in cerca d’autore” (2001) torna a un grande classico pirandelliano, in cui ricorrono i temi cari al premio Nobel: maschera, identità, follia, rapporto tra finzione e verità, personaggio e persona. Un nobile prende parte con altri aristocratici a una cavalcata in costume in cui ognuno impersona un personaggio storico. Il protagonista, del quale Pirandello tace il nome, ha scelto l'imperatore Enrico IV di Franconia. Al gioco partecipano Matilde Spina, della quale è innamorato, e il rivale Belcredi Questi disarciona Enrico IV, che cadendo batte la testa e si convince di essere il personaggio impersonato. La follia dell'uomo viene assecondata da servitori e familiari. Dopo 12 anni Enrico guarisce ma decide di fingersi ancora pazzo.
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