Sisma, Castellalto ora ha il piano d'emergenza

21 Gennaio 2012

La lista nera dei Comuni teramani fuorilegge si accorcia dopo la denuncia del Centro

 TERAMO. Si accorcia la "lista nera" dei Comuni teramani - quasi la metà del totale - che non hanno un piano di emergenza in caso di calamità naturale. Quelli cioè che in caso di terremoto o alluvione non saprebbero verso quali luoghi sicuri o vie di fuga indirizzare i cittadini.  A tirarsi fuori da questo gruppo è il Comune di Castellalto che fa sapere di non aver comunicato la propria situazione alla Regione, ma di aver comunque adeguato il proprio piano e di essere in attesa di approvarlo in consiglio comunale e comunicarlo alla popolazione. Come specifica in una nota il sindaco Vincenzo Di Marco, a Castellalto il piano è stato infatti varato nel 2005, rivisto nel 2009 a seguito del sisma del 6 aprile e ora in attesa di approvazione: ‹‹lo stato dei procedimenti›› ha precisato il primo cittadino ‹‹non è stato rappresentato nella riunione del 16 gennaio in quanto per sopraggiunti impedimenti il Comune è stato impossibilitato alla partecipazione››.  Proprio nella riunione di pochi giorni fa il prefetto Eugenio Soldà e il presidente della Provincia Valter Catarra avevano infatti chiamato a raccolta i Comuni per sollecitarli a mettersi in regola. Secondo la lista fornita dal centro funzionale d'Abruzzo di Protezione civile i Comuni inadempienti del Teramano rimangono quindi 20, 7 dei quali totalmente fuorilegge e senza un piano: nella "lista nera" ci sono ancora Montefino, Sant'Egidio, Sant'Omero, Torano, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti e anche Giulianova.  In totale sono 27 quelli che hanno già predisposto ed approvato i piani: tra di questi c'è anche Martinsicuro che però, dopo la pubblicazione della lista da parte del Centro, ha chiesto il supporto della Regione per aggiornare il proprio piano con le ultime normative in materia. Ma rimangono ancora troppi i Comuni impreparati: anche quelli che un regolare piano ce l'hanno spesso sono poi carenti dal punto di vista pratico.  E' il caso del capoluogo che - come raccontato dal Centro - ha pubblicato la carta operativa sul sito dell'ente solo dopo le numerose scosse a dicembre nel distretto dei Monti della Laga, senza preoccuparsi di verificare la praticabilità e l'adeguatezza dei luoghi indicati nella mappa come punti di raccolta e emergenza per la popolazione in caso di calamità.

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