Francesco è in lieve miglioramento e ha riposato bene, secondo l’ultimo bollettino
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Le condizioni del Santo Padre restano critiche e la prognosi non viene sciolta, ma ieri ha lavorato e ha fatto l’abituale chiamata a Gaza per esprimere vicinanza. Questa notte, stando al bollettino diffuso, ha riposato bene
ROMA. Pur restando «critiche» le condizioni di Papa Francesco, al suo undicesimo giorno di ricovero al Policlinico Gemelli, «dimostrano un lieve miglioramento». Lo afferma il bollettino medico diffuso ieri sera, in cui si spiega che «non si sono verificati episodi di crisi respiratoria asmatiforme» - che tanto allarme aveva suscitato tre giorni fa - mentre «alcuni esami di laboratorio sono migliorati». Questa mattina, nell’ultimo bollettino diffuso, si conferma che Francesco ha riposato bene, tutta la notte. «Continua l'ossigenoterapia», con le cannule applicate al naso, «anche se con flussi e percentuale di ossigeno lievemente ridotti». Inoltre il monitoraggio della lieve insufficienza renale manifestata ieri «non desta preoccupazione». In ogni caso i medici, «in considerazione della complessità del quadro clinico», e sottolineando anche la «criticità» delle condizioni di Francesco, «in via prudenziale non sciolgono ancora la prognosi». Ieri mattina, riferisce la Sala stampa vaticana, il Papa «ha ricevuto l'Eucarestia, mentre nel pomeriggio ha ripreso l'attività lavorativa».
Ieri, in serata, «ha chiamato il parroco della Parrocchia di Gaza per esprimere la sua paterna vicinanza»: a quanto si apprende, il Pontefice ha voluto così ringraziare per un video che gli è stato mandato dalla piccola comunità cattolica presente nella Striscia. «Papa Francesco ringrazia tutto il popolo di Dio che in questi giorni si è radunato a pregare per la sua salute», dice ancora la Sala stampa. Al Pontefice continuano ad arrivare messaggi di auguri per una pronta guarigione dal mondo e dall'Italia: ieri anche quelli del presidente degli Stati Uniti Trump, «spero stia bene», e di quello francese Macron. Il quadro che emerge dunque, da quanto fa sapere l'equipe medica, è quello di un lieve miglioramento ma sempre in un contesto «critico», e il mancato scioglimento della prognosi vuol dire che Francesco non è fuori pericolo. Ciò dimostra anche la prudenza dei medici nel valutare l'efficacia delle terapie per la polmonite bilaterale, su cui ci vorrà ancora qualche giorno, e non è da escludere un loro nuovo incontro con la stampa nei prossimi giorni.
È un fatto che non si parli di febbre del Papa, né tanto meno della temuta e tanto rischiosa «sepsi», il passaggio di germi nel sangue. La notte passata era trascorsa bene per il Papa, che aveva dormito e ieri di prima mattina stava ancora riposando. Quindi si era svegliato e aveva proseguito le terapie. Sempre ieri le fonti vaticane hanno fatto sapere che «il suo umore è buono», che «si può muovere» e che «si nutre normalmente». In particolare, poi, Francesco «non ha dolori», si è appreso dalle stesse fonti, che hanno spiegato come la «sofferenza» di cui si era parlato sabato era legata alla giornata pesante che aveva vissuto a causa delle crisi respiratorie. Si apprende anche che Francesco non ha ricevuto visite, se non quelle dei più stretti collaboratori. Intanto, rispetto a un'indiscrezione della stampa francese, secondo la quale al Gemelli dell'Isola Tiberina si starebbe preparando un appartamento dove trasferire il Pontefice, viene spiegato che quell'appartamento «non è per il Papa», ma per i pazienti «solventi». Innumerevoli ormai le occasioni di preghiera, le messe, i rosari, organizzati per il Papa in Italia e nel mondo. In primo luogo quelli della comunità del Gemelli, poi a Roma e in Piazza San Pietro, dove da ieri si riuniscono ogni sera per il rosario i cardinali presenti in città, il primo guidato dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin. «È un modo di manifestare la vicinanza della Chiesa al Papa e ai malati», ha detto il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni.