Chieti calcio, timori per il futuro: scatta un nuovo pignoramento. L’indagine si allarga

Requisito anche l’incasso dell’ultima partita casalinga contro la Civitanovese per un vecchio debito. Prosegue l’inchiesta della procura: la Finanza ascolta per la seconda volta l’ex presidente Ferro (Nella foto il patron Altair D’Arcangelo)
CHIETI. Nuvoloni neri si addensano sul futuro societario del Chieti calcio. I timori maggiori sono legati alle vicende della Wip Finance, la società anonima svizzera, proprietaria dell’85% delle quote del club neroverde, commissariata dall’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma), per intenderci la Consob elvetica: a lato, pubblichiamo l’atto ufficiale con cui l’avvocato Francesco Naef è stato nominato «incaricato dell’inchiesta» e autorizzato «ad agire individualmente per conto della società al posto dei suoi organi». Nel frattempo, è stato pignorato anche l’incasso dell’ultima gara casalinga del campionato di serie D girone F tra la squadra di Daniele Amaolo e la Civitanovese.
L’ULTIMO PIGNORAMENTO Pure questo provvedimento è scattato dopo il decreto ingiuntivo emesso dal tribunale teatino su iniziativa del creditore Gianni Cantò, il patron del Torre Alex di Cepagatti che, nell’estate del 2016, aveva ceduto il titolo sportivo alla compagine allora guidata dall’imprenditore Giulio Trevisan. Cantò ha promosso già da settimane quello che, nel lessico giuridico, si chiama «atto di pignoramento presso terzi», notificando il documento alla Ciaotickets, società di Pianella che si occupa dei servizi di biglietteria. Così, nelle scorse ore, è stato «bloccato» l’ulteriore importo di 3.562,57 euro. È la seconda volta che accade in poco tempo: la prima risale a quando sono stati «requisiti» i 6.140,90 euro ottenuti con la vendita dei tagliandi per la partita contro il Sora del 9 marzo.
SVILUPPI NELL’INCHIESTA Prosegue anche l’inchiesta della procura della Repubblica di Chieti sui flussi di denaro intorno alla società sportiva neroverde. Di recente, la guardia di finanza ha ascoltato di nuovo – come persona informata sui fatti – l’ex presidente Daniele Ferro, che in passato aveva lanciato accuse contro la compagine societaria del patron Altair D’Arcangelo e del presidente Gianni Di Labio anche via Instagram. FUTURO A RISCHIO Al netto delle dichiarazioni a favore di telecamere di Di Labio, è indubbia la preoccupazione per il futuro, considerando che il proprietario della quasi totalità delle quote neroverdi è, come detto, la Wip Finance: significa che eventuali passaggi ad altri imprenditori (dei quali, peraltro, almeno al momento, non c’è traccia concreta) dovranno essere autorizzati dal commissario svizzero perché, documenti ufficiali alla mano, «agli organi della società è fatto divieto di agire per la società senza il consenso dell’incaricato dell’inchiesta», vale a dire l’avvocato Naef.
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