Sebastiani svela i piani: «Arrivano nuovi soci per il Pescara»

Il presidente del Delfino tra la sfida di Pineto e il futuro della società. Il derby trasmesso domani su Rete8 alle ore 20.30
PESCARA. Mancano poche ore al derby tra Pineto e Pescara e cresce l’attesa per una gara fondamentale in chiave play off per entrambe le squadre. Tra i due presidenti Daniele Sebastiani e Silvio Brocco c’è da sempre una forte amicizia.
E lo ha ribadito il numero uno della società biancazzurra. «Il derby? Una partita per noi particolare. Con Silvio Brocco c’è amicizia e il nostro rapporto non verrà di certo toccato da una partita. Giocheremo per la prima volta a Pineto e sarà ancora di più avvincente».
Sebastiani, Brocco sta leggendo il giornale. Una frase per lui? «Sono molto affezionato a Silvio. Si è dimostrato un mio grande amico e un grande amico del Pescara. Quindi quello che dico è …un grazie di cuore».
Presidente, aveva detto che dopo il 31 marzo ci sarebbero state novità sul fronte societario. «E ve le dico. Abbiamo ultimato la ricapitalizzazione. Ci sono per ora tre nuovi soci. Il 2% lo ha preso il gruppo che fa capo al signor Alberico Catapano, che rappresenta per alcuni territori italiani l’azienda Sebac. L’1% i signori Fabio Di Credico e Jonathan Picasso del gruppo Csa costruzioni. Entra in società con lo 0,5% l’Academy del Pescara che fa capo a Marco Arcese. È un ingresso per rafforzare la collaborazione con l’Accademia. La differenza (circa il 3% delle quote, ndr) la ricapitalizzo io. Un aumento di quote solo temporaneo in attesa dell’entrata di ulteriori nuovi soci».
Ma non voleva abbassare le sue quote? «Si, sto cercando di fare quello. Per far entrare capitale fresco per il Pescara. Le quote le darò al valore nominale a chi avrà voglia di condividere il nostro percorso. E conto di farlo entro fine aprile».
Sebastiani, ora può rimborsare i bond? «Appena incassata la ricapitalizzazione rimborseremo i bond. E inizieremo da quelli che sono stati semplici investitori. Il 50% dei bond è sottoscritto da me e dai miei amici. E se li restituiamo a giugno non succederà nulla. E non escludo che una parte potrebbe diventare capitale».
Si è chiesto perché la contestano tanto? «Un tifoso del Pescara anni fa mi disse: “Presidente anche se avessi i soldi non prenderei mai la squadra”. La contestazione è iniziata quando si parlava di vendita del club ad uno dei soci di allora. Da quel momento non ho avuto più interlocuzioni con nessun tifoso. Prima invece avevo un ottimo rapporto con tutti. A Pescara succedono cose di questo tipo: un signore che attacca società e presidente sarebbe da querelare, poi invia un curriculum per chiedere di venire a fare il responsabile marketing di questa società. E nella sua presentazione ci consiglia su come lavorare con i clienti, ovvero i tifosi».
La Torres ha strappato un punto a Chiavari. Ora è padrona del destino per il 3° posto. «Noi abbiamo fallito la partita di Sestri. Abbiamo 5 partite, poi tireremo le somme».
L’allenatore Silvio Baldini e il ds Pasquale Foggia. Due frasi per loro? «A Silvio dico che è una bellissima persona, un grande conoscitore di calcio e un uomo vero. E a Pasquale dico le stesse cose. Ragazzo solare, capace, non deve fare il ruffiano con nessuno e sa lavorare molto bene».
La Giavi servizi (società che gestiva il servizio di sicurezza e stewarding allo stadio) ha fatto una nota ufficiale dove sui “presunti inadempimenti della stessa sottolinea che non ci sono stati perché a gestire tutte le situazioni è stata la Pescara Calcio”. Cosa ne pensa? «La Giavi ha scritto una grande inesattezza quando dice che la Pescara Calcio gestisce tutte le situazioni sotto la sua responsabilità. Esiste infatti un contratto di appalto con il quale noi diamo mandato alla Giavi di fare i servizi. E c’è un accordo con loro per un pagamento rateale che noi abbiamo rispettato fino a quando non abbiamo a più riprese verificato i disservizi che la stessa Giavi procurava durante le partite. Per questioni di privacy evitiamo di fornire alla stampa dei video che documentano quanto da noi lamentato».
Lei in una recente intervista, dove trattava di bilanci, ha parlato di «ciarlatani». Non le sembra di esagerare? «Nel modo più assoluto. Perché credo che nel momento in cui si affronta un problema tecnico e lo si affronta con superficialità solo per mettere in evidenza gli aspetti negativi o le passività senza considerare la parte attiva e gli investimenti vuol dire che non può essere altro che un ciarlatano».
L’investimento sui braccialetti Contrader, utilizzati per il monitoraggio degli atleti negli allenamenti, lo può spiegare? «La parola investimento dice tutto. Si ammortizza nel tempo e produrrà i suoi effetti positivi nel tempo, a differenza di una spesa per un bene di consumo. L’utilità? Ci consentono di lavorare con i nostri atleti e con quelli delle Accademy. A maggio partirà una app legata a questo investimento. A regime porterà ricavi annui al Pescara e l’investimento sarà ammortizzato». Le sue favorite per la B? «Dico sarà lotta fino alla fine tra Vicenza e Padova. Il cuore ci dice Vicenza. Da noi solo l’Entella ora può perdere. Nel girone C una tra Avellino e Cerignola. I play off? Una seconda dei gironi e ovviamente il Pescara».
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