Roccaspinalveti

Operaio morto in cantiere, ieri l’ultimo saluto: «Antonio era famiglia, buono e leale»

24 Febbraio 2025

Chiesa gremita in paese per l’ultimo saluto al 46enne schiacciato dalla pompa di un’autobetoniera. L’avvocato dei titolari, indagati, dell’impresa: «Loro sono salvi per pura casualità: l’attrezzo li ha sfiorati»

ROCCASPINALVETI. Una domenica di dolore quella vissuta ieri dalla comunità di Roccaspinalveti. Un intero paese si è ritrovato alle 15 nella chiesa di San Michele Arcangelo per assistere alle esequie di Antonio Fabiano, 46 anni, l'operaio morto martedì scorso a Torino di Sangro, colpito dal braccio metallico di un’autobetoniera. In quella chiesa Antonio avrebbe voluto sposare Tatiana, la sua compagna da quasi un anno. Purtroppo il destino ha deciso diversamente per lui. Presenti accanto ai genitori di Antonio, Maria e Romano, Tatiana, le sorelle dell'operaio, Tiziana e Vanessa con i rispettivi mariti. Accanto a loro, straziati dallo stesso dolore, i titolari dell’impresa edile che avevano chiesto ad Antonio - che non era un dipendente ma un lavoratore autonomo - di aiutarli per l’esecuzione dei lavori nel villaggio vacanze di Torino di Sangro in cui è avvenuta la tragedia. I due sono indagati, ma è un atto dovuto. «Mai avrebbero fatto del male ad una persona che per loro era un fratello», dice il legale che li assiste, l'avvocato Rosario Di Giacomo, «loro stessi sono salvi per pura casualità. La barra metallica è caduta a pochi centimetri da loro. Hanno chiarito la loro posizione. Confido nell’archiviazione. Di sicuro sono letteralmente stravolti dall'accaduto».

Presenti al rito funebre molti rappresentanti politici: l'assessore regionale Tiziana Magnacca, il sindaco di Roccaspinalveti Claudia Fiore e il consigliere regionale Francesco Prospero, il sindaco di Torino di Sangro Nino Di Fonso, il vice sindaco di Casalbordino Carla Zinni e amministratori di Fraine, Pollutri e Liscia. Il celebrante, don Mario, ha cercato di lenire il dolore dei familiari: «Antonio era famiglia, lealtà, bontà, generosità e operosità», ha detto il sacerdote aggiungendo che non si può morire al lavoro. Alla fine della funzione Antonio è stato ricordato dalla cugina, l'avvocato Alessandra Di Iorio e dal sindaco, Claudia Fiore. Fuori dalla chiesa a salutare il feretro prima dell'ultimo corteo funebre, tanti centauri con il rombo delle loro moto - la passione di Antonio - e tanti palloncini bianchi. Ora Antonio riposerà al cimitero del paese e i familiari che si costituiranno parte civile, sperano nella giustizia. Le parti civili sono rappresentate dall'avvocato Antonella De Toma. Nel fascicolo aperto dalla Procura di Vasto è indagato anche il responsabile dell’impresa di Paglieta proprietaria dell’autobetoniera. Ad assisterlo è l’avvocato Antonello Cerella. Le condizioni dell'autobetoniera sono la chiave di tutto: nei prossimi giorni è in programma la perizia sul mezzo che stabilirà se la macchina avesse qualche problema.