Via libera al secondo invaso della diga di Chiauci

VASTO. Ha superato tutti gli esami ed è stata promossa a pieni voti dal Registro italiano dighe (Rid)di Napoli. Gli ultimi controlli eseguiti qualche giorno fa dall'ingegnere Giovanni Sportelli hanno...
VASTO. Ha superato tutti gli esami ed è stata promossa a pieni voti dal Registro italiano dighe (Rid)di Napoli. Gli ultimi controlli eseguiti qualche giorno fa dall'ingegnere Giovanni Sportelli hanno rilevato la presenza nell'invaso di 4milioni e 800mila metri cubi di acqua.
La diga di Chiauci si riconferma una panacea contro i problemi idrici del Vastese e del Molise. Dopo la ripulitura della vegetazione che è sorta nelle vicinanze dell'impianto potrà partire il secondo invaso. Le verifiche sono cominciate da diversi mesi. Gli accertamenti hanno dato esito positivo. Prima dell'estate 2013, grazie al secondo invaso, la diga potrà raccogliere 9 milioni di metri cubi di acqua. La terza e ultima fase con il riempimento della diga è prevista entro un anno. Ma sulla data precisa gli esperti non si pronunciano. L'andamento dei lavori è soggetto a variazioni dovute e molteplici fattori. Non ultime, le avverse condizioni meteo. Una volta completato, l'invaso potrà contenere 14 milioni e 200mila metri cubi di acqua. Grazie alla faraonica opera sarà possibile mettere fine alla sofferenza idrica che assilla la popolazione del Vastese e crea disagi al turismo e alle imprese agricole. La diga è stata riempita con l'acqua del Trigno che arriva dalla Piana di Staffoli. Il costo complessivo dell'opera è di 124milioni di euro, 75 dei quali provenienti dai fondi dell'Agensud. Provincia e Regione hanno in programma ambiziosi progetti che dovrebbero concretizzarsi quando l'invaso sarà completamente riempito.
Gli esperti stanno infatti valutando il possibile sfruttamento di energia idroelettrica con la realizzazione di tre nuove centrali, a Chiauci, San Giovanni Lipioni e Lentella. Ogni anno sarà possibile sfruttare 69milioni di chilowatt.Una bella soddisfazione per chi come il governatore Chiodi, l'assessore Mauro Febbo e il presidente del Consorzio di bonifica, Fabrizio Marchetti, hanno creduto nell'opera scongiurando il rischio che restasse incompiuta. La monumentale parete alta 79 metri è stata progettata dall'ingegner Alfredo Passero e inaugurata nel 2011 dopo 25 anni di lavori.
Due mesi fa, la Regione Molise ha firmato un accordo con l'assessore abruzzese alle Politiche agricole Febbo in cui si prevede che il completamento delle opere e la gestione sia affidata al Consorzio di bonifica Sud di Vasto. Le risorse idriche saranno invece suddivise al 50 per cento fra le due regioni. Gli enti che gestiranno le acque a scopo potabile o industriale dovranno stipulare convenzioni con il Consorzio di bonifica Sud e con quello di Termoli. L'andamento dei lavori viene controllato da un comitato tecnico nominato dalle due amministrazioni regionali. (p.c.)
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