Ex brigatisti Curcio, Moretti e Azzolini a processo per la morte dell'appuntato abruzzese D'Alfonso

31 Ottobre 2024

Un quarto imputato, Zuffada, è stato invece prosciolto perché l'accusa è stata considerata prescritta. La storia del carabiniere ucciso nella sparatoria  venuta fuori grazie alle ricerche e all’abnegazione del figlio

ALESSANDRIA. Gli ex Br Curcio, Moretti e Azzolini vanno a processo per la sparatoria a Cascina Spiotta in cui nel giugno del 1975 - in provincia di Alessandria - morì l'appuntato dei carabinieri Giovanni D'Alfonso nativo del rione San Comizio di Penne, padre di tre bambini. L'udienza ci sarà il 25 gennaio ad Alessandria. Un quarto imputato, Pierluigi Zuffada, è stato invece prosciolto perché l'accusa è stata considerata prescritta. L’inchiesta era partita nel dicembre del 2021 da una denuncia fatta alla Dda piemontese dal figlio della vittima, Bruno D’Alfonso, di Penne.

Squarcio nell'inchiesta sulla morte del carabiniere-eroe D'Alfonso

Lo scontro a fuoco avvenne in occasione della liberazione di Vittorino Vallarino Gancia, imprenditore vinicolo che era stato rapito il giorno precedente. Il fascicolo è stato aperto dopo l'esposto con cui il figlio di D'Alfonso invitò la Procura a indagare sulla presenza, durante la sparatoria, di un brigatista che non era mai stato individuato. I sospetti degli inquirenti si sono poi indirizzati verso Azzolini. Del caso si sono occupati i carabinieri del Ros. 

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I funerali di Giovanni D'Alfonso si svolsero il 13 giugno 1975 a Manoppello e la salma fu tumulata nella chiesa di San Pancrazio dove si era sposato nel 1961. L'appuntato è stato insignito della medaglia d’argento al Valor militare "alla memoria" nel 28 aprile 1976. Medaglia d'oro di vittima del terrorismo. Gli è stata anche intitolata la caserma della Stazione dei carabinieri di San Valentino in Abruzzo Citeriore.

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