Tasse, aumenta l'Irpef in Abruzzo tra scontri e tensioni. Le opposizioni occupano il Consiglio, “Bella ciao” e slogan contro Marsilio

Roventi le polemiche a distanza tra i due poli impegnati a gestire da una parte i lavori, dall'altra la mobilitazione, terminata in serata,dopo gli annunci di una prosecuzione notturna.
L’AQUILA. Aumenta l'addizionale Irpef in Abruzzo per coprire il buco della sanità in una giornata che è stata caratterizzata da scontri, tensioni e dall'occupazione dell'aula del Consiglio regionale. Alla fine è stata licenziata una legge diversa dalla bozza approvata della Giunta: nell'emendamento firmato dai capogruppo di FdI, Fi, Lega e Noi Moderati - che comunque hanno sottolineato che la manovra è impopolare - vengono fissate tre aliquote: 1,67 per i redditi fino a 28mila euro, 2,87 da oltre 28mila e fino a 50mila e 3,33 per quelli oltre i 50mila.
Nel testo anche la canalizzazione esclusiva del gettito al comparto e la promessa di una riforma strutturale e di un'azione per avere più soldi dal riparto del fondo santuario regionale. Il gettito stimato è di 40 milioni rispetto ai 44,5 del testo della Giunta.
Secondo la coalizione di centrodestra non si tratta di una stangata perché le tasse, aumentate con la riforma non riguardano il 72% degli abruzzesi ma solo cittadini più abbienti. Per il Patto per l'Abruzzo si tratta del fallimento della politica sanitaria e di governo del centrodestra.
Roventi le polemiche a distanza tra i due poli impegnati a gestire da una parte i lavori, dall'altra la mobilitazione, terminata in serata,dopo gli annunci di una prosecuzione notturna. Una situazione che sembra aver segnato i rapporti nell'assemblea regionale.
Tra le accuse maggiori di Marsilio e della maggioranza di centrodestra quelle sulla violenza delle azioni dei manifestanti che sono entrati a palazzo dell'emiciclo al grido "dimissioni, dimissioni" con striscioni, cartelli e bandiere con la rabbia che si è trasformata in cori, slogan e canzoni, una fra tutte, "Bella Ciao". Ma mentre fonti delle forze dell'ordine, presenti in massa, hanno escluso problematiche, Marsilio ha parlato provvedimenti "dinanzi ai tribunali". "Solidarietà - ha detto - ai dipendenti della Regione vittime di violenza. Qualcuno dovrà pagare dinanzi ai tribunali. Da oggi cambieranno gli approcci, nessuno di noi si è mai sottratto al confronto. Ringrazio la maggioranza per questo esercizio di stile, questo distingue le persone serie e realmente democratiche", definendo i manifestanti "teppa rossa, sobillati da sindacati che a fronte del risparmio fiscale per tre quarti degli abruzzesi, difendono quella piccola parte che pagherà poco di più e che in altri tempi avrebbero definito "padroni". "C'è stata una piccola forzatura per entrare dalla porta principale senza nessuna conseguenza - ha spiegato il capogruppo del M5S, Francesco Taglieri -, la vergogna vera è che la maggioranza non ha voluto il confronto dicendo le bugie sulle audizioni che abbiamo voluto noi, la realtà è che sono fuggiti andando a fare il Consiglio in un altra sala violando gravemente il regolamento". "Gli unici che oggi hanno subito violenza sono i lavoratori e i pensionati a cui il voto del centro destra consegna maggiore povertà a fine mese e gli stessi servizi che non funzionano", è il commento di Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana Abruzzo. Per il consigliere del Pd Pierpaolo Pietrucci, "la maggioranza è fuggita via per non confrontarsi con i cittadini".