Frane, Santa Maria Calvona ha paura. E via Majella viene chiusa al transito

foto Andrea Milazzo

2 Aprile 2025

I sei sgomberati tornati a casa. Intanto Ferrara va dal ministro Musumeci per l’emergenza con i parlamentari Sigismondi e Testa: la città avrà più personale dalla protezione civile

CHIETI. Mentre il maltempo dovrebbe attenuarsi a partire dal pomeriggio di oggi, è scaduta ieri l'ordinanza comunale per lo sgombero della palazzina Michetti a Santa Maria Calvona e per la chiusura del bar Bistrot Michetti. I sei residenti sono potuti tornare a casa e ora chiedono interventi veloci e risolutivi. «Noi siamo a un metro dalla frana», dice Mario Michetti, «è una voragine pazzesca. Ringraziamo il Comune per essersi mosso per tamponare l'emergenza e per averci sistemato in albergo, ma ora servono lavori urgenti». Intanto un’altra frana si è verificata nella notte in viale Majella, arteria centrale molto trafficata e percorsa anche dai mezzi pubblici. A dare l'allarme, poco prima dell'1.30, è stato un residente la cui abitazione si trova a poche decine di metri. La strada è stata transennata e chiusa al transito.

E ieri il sindaco Diego Ferrara ha incontrato il ministro della protezione civile Nello Musumeci proprio alla ricerca di fondi contro le frane. «Al momento da noi la situazione è stabile», continua Michetti, «ma il tubo che hanno sistemato per convogliare le acque più a valle non riesce a fare granché. Dovrebbero allungarlo perché l'operazione possa essere d'aiuto e poi servono altri tipi di interventi più risolutivi». La frana ha fatto crollare parte della strada che conduce alle case, diventata quasi impercorribile. «L'hanno allargata per far sì che si potesse passare», dice il residente, «ma è ancora molto pericolosa. Occorrono altri lavori per renderla un po' più sicura. Speriamo che quando avrà smesso di piovere tornino i mezzi per sistemarla. Sono anni che siamo in questa situazione sempre molto precaria. Così non possiamo più andare avanti».

Il vertice con il ministro della protezione civile era stato calendarizzato giorni fa, prima della nuova emergenza di Santa Maria Calvona, per far fronte ai danni delle frane in contrada Santa Maria, dove ci sono un centinaio di famiglie sgomberate, oltre che in via Piane a Bucchianico, dove gli sgomberi hanno interessato dieci famiglie. Alla riunione erano presenti, oltre al sindaco e al presidente del consiglio comunale Luigi Febo, anche il senatore Etelwardo Sigismondi, l’onorevole Guerino Testa e il sindaco di Bucchianico Renzo Di Lizio. Nel corso del vertice è stata sottolineata l’urgenza di supportare i Comuni con assistenza tecnica da parte del Dipartimento nazionale, con l’assegnazione di personale tecnico aggiuntivo per gestire l’emergenza.

«Torniamo con un doppio impegno», dicono Ferrara e Febo, «da una parte quello di un potenziamento del personale di protezione civile che collaborerà con gli uffici, sia per il lavoro sul campo da noi attivato in questi quattro anni e mezzo, sia per dare assistenza alla cittadinanza con i Contributi di autonoma sistemazione e le altre pratiche che sarà importante avviare. L’altra ragione di soddisfazione sta nel fatto che lo strumento per dare seguito alle iniziative già avviate sui fronti più sensibili del dissesto idrogeologico teatino sarà quello di un atto di delocalizzazione, una proposta corredata anche dell’aspetto economico a cui lavoreremo subito con gli uffici, a tutela del territorio fragile e della popolazione interessata». Le proposte di delocalizzazione dovranno essere presentate entro un mese.

@RIPRODUZIONE RISERVATA