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Ginnastica: l’abruzzese Ianni testimone dell’inchiesta Maccarani

Chiara Ianni e Germana Germani dell’Armonia d’Abruzzo (foto di Enrico Della Valle)

2 Aprile 2025

L’allenatrice di Torre de’ Passeri è stata prima atleta e poi collaboratrice (dal 2018 al 2020) al centro federale di Desio con l’ex dt della Nazionale, protagonista del caso oggetto di un fascicolo penale

TORRE DE’ PASSERI. Oggi parlare di ginnastica ritmica per capire che cosa sta accadendo ad alti livelli - con l’inchiesta sui comportamenti dell’ex dt Emanuela Maccarani con le allieve al centro tecnico federale di Desio - è praticamente impossibile. Non c’è un tecnico o un dirigente che voglia rilasciare dichiarazioni sule vicende di una Nazionale esposta pubblicamente con un’inchiesta penale e una del Coni sui commenti sessisti tra il numero uno della federazione e il predecessore. Un peccato per un movimento in ascesa come numero di tesserati e a livello di risultati internazionali.

Tutti in fuga davanti a taccuini o microfoni per evitare strumentalizzazioni o equivoci che possano danneggiare la propria attività o quella della ritmica. Lo stesso dicasi in Abruzzo, ovviamente, dove c’è una squadra come l’Armonia d’Abruzzo da decenni nella serie A di ritmica, e dove c’è un vicepresidente federale, Fabrizia D’Ottavio, già argento olimpico ad Atene 2004. C’è anche un’ex atleta, Chiara Ianni, che poi è diventata una stretta collaboratrice di Emanuela Maccarani, 59 anni, la dt pluridecorata con le Farfalle e defenestrata dal consiglio federale la scorsa settimana. Un’allenatrice da trent’anni alla guida della Nazionale di ginnastica ritmica.

Chiara Ianni è stata al suo fianco a Desio, dove c’è il centro tecnico della federazione, dal 2018 al 2020 e poi è tornata a Torre de’ Passeri dove si è stabilita con la famiglia (è mamma di una bimba di quattro anni). Oggi è alla testa dell’Asd Freedom che conta circa 120 allieve. Ma in passato è stata in Nazionale: sia come atleta che come assistente, sempre con Emanuela Maccarani. Il fatto che dopo l’esperienza di atleta sia tornata alle dipendenze della Maccarani significa che i rapporti sono stati buoni e che i metodi non erano così bruschi e severi da rasentare il reato penale, come invece denunciato da alcune ex Farfalle. Chiara Ianni nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Monza a carico dell’ex direttrice è stata interrogata tempo addietro. Più che un interrogatorio, una deposizione. Gli inquirenti le hanno chiesto conto del racconto di chi ha denunciato e della testimonianza offerta dalla Maccarani.

Nessun addebito, per carità. Chiara Ianni ha parlato, ha raccontato quello che ha visto e sentito, ben consapevole che i tempi sono cambiati. Ben conscia che un rimprovero di 20 anni fa, quando era un’allieva, oggi può essere equivocato come un insulto. Chiara Ianni ha iniziato a fare ritmica a 8 anni. Poi, è cresciuta nell’Armonia d’Abruzzo per poi affermarsi in Nazionale, arrivando fino alla medaglia d’argento ai Mondiali di Kiev, nel 2013. L’anno seguente ha smesso con l’attività agonistica per iniziare la carriera di allenatrice. Prima all’Armonia d’Abruzzo e poi in seno alla Nazionale. Proprio con Emanuela Maccarani. Dal 2018 al 2020. Oggi a 33 anni ha una società tutta sua con tante allieve che attingono dall’esperienza maturata sulle pedane di tutto il mondo.

Un mondo magari distante dalla ritmica di altissimi livelli, ma comunque genuino ed entusiasmante. Lontano dai veleni e dalle gelosie che coinvolgono le star del movimento. Ad esempio la marchigiana Sofia Raffaelli, un’atleta che ha toccato il tetto del mondo e che ora viene trascinata in una sorta di guerra tra bande. «Tutte le cose che ho letto in questi giorni non sono assolutamente vere», ha detto Sofia Raffaeli in merito alle intercettazioni pubblicate nei giorni scorsi. «Il rapporto tra me e Julieta (Cantaluppi, ndr) è sempre stato speciale. Non usate il mio nome e quello di Fabriano per coinvolgerci in cose che non ci riguardano. Lasciatemi fare ginnastica in pace. Adesso sono concentrata sulla Coppa del Mondo di Sofia e spero di vedere qualche articolo sui giornali che parla di questa gara».

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