Agricoltori in marcia su Roma

23 Novembre 2009

Protesta coi trattori: prezzi fuori controllo e troppe spese.

AVEZZANO. Aziende agricole in ginocchio per la crisi economica, i prezzi troppo bassi al produttore e i presunti «cartelli». La protesta rischia di acquisire dimensioni preoccupanti e oggi a San Benedetto scatta la mobilitazione con un’assemblea generale. Viene programmata la «Marcia dei trattori verso Roma». La prima fase della mobilitazione indetta dal Cospa Abruzzo ha portato a Roma, nei giorni scorsi, una trentina di trattori dell’entroterra abruzzese. La manifestazione messa in atto dopo avere affrontato duecento chilometri di strada non ha però portato ai risultati sperati. Gli agricoltori, che hanno sfilato per le strade della capitale, non sono neanche stati ricevuti nella sede del ministero dell’Agricoltura. Ora ci riprovano con maggiori energie, sottolineando le difficoltà che le aziende stanno affrontando negli ultimi mesi.

Sono diverse le aziende agricole che rischiano il pignoramento a causa dell’impossibilità di pagare le tasse o le spese di energia e carburante. «Abbiamo attivato una piattaforma di discussione per chiedere lo stato di crisi delle aziende, bloccare la moratoria e cercare una soluzione per rilanciare l’economica agricola», ha affermato Dino Rossi, presidente del Cospa, «le aziende sono ormai al collasso e stanno arrivando ulteriori segnali negativi. Secondo numerose segnalazioni ci sono ritardi anche per l’assegnazione dei finanziamenti per il Piano di sviluppo rurale. Le aziende che fino a oggi hanno ricevuto i finanziamenti», ha aggiunto Rossi, «sono quelle ricadenti nel comprensorio del cratere».

Così questa mattina alle 10, nella sede della cooperativa Santa Sabina di San Benedetto dei Marsi, si tiene un incontro con gli agricoltori. «Spiegheremo il motivo della manifestazione che ci accingiamo a riportare a Roma», ha affermato Rossi, «oppure decideremo di avviare nuove iniziative di protesta. Cercheremo di convincere gli agricoltori, anche quelli dell’Abruzzo interno, a partecipare alla marcia verso Roma». Secondo l’associazione «le aziende sono doppiamente provate e penalizzate: prima per la crisi economica e poi per le vicende del terremoto». Ora gli agricoltori chiedono agevolazioni per far fronte alla situazione di difficoltà.

«Non è stato chiesto neanche lo stato di crisi del post terremoto», ha evidenziato Rossi, «e in più c’è addirittura un’ipotesi di taglio nella Finanziaria di 550 milioni di euro per il settore». Un’altra questione calda riguarda il prezzo del gasolio agricolo, che secondo i coltivatori è più alto rispetto a quello di altri settori, come la pesca. Un obiettivo importante della manifestazione è quello di eliminare le situazioni di cartello dei prezzi agricoli. La protesta quindi è solo all’inizio, almeno secondo gli agricoltori.