Non riceve la droga da una donna, le distrugge porta di casa e automobile: 31enne nei guai

Il giovane, difeso dall’avvocato Fabio Cantelmi, è stato denunciato dai carabinieri di Castel di Sangro, al termine delle indagini preliminari ed è stato raggiunto dall’avviso di garanzia
SULMONA. Minacce aggravate dall’uso dell’arma e danneggiamento aggravato. Queste le accuse che il sostituto procuratore di Sulmona, Edoardo Mariotti, contesta ad un 31enne di Sulmona per il raid vandalico di Pettorano sul Gizio, legato alla droga. Il giovane, difeso dall’avvocato Fabio Cantelmi, è stato denunciato dai carabinieri di Castel di Sangro, al termine delle indagini preliminari ed è stato raggiunto dall’avviso di garanzia.
La procura ha chiuso infatti le indagini a suo carico e per martedì 8 aprile è stato fissato l’interrogatorio nell’ultimo piano del tribunale, nel corso del quale il 31enne tenterà di chiarire la propria posizione. I fatti risalgono allo scorso 15 ottobre quando il giovane, già noto alle forze dell’ordine, si era presentato assieme ad altri due amici a casa di una 51enne di Pettorano sul Gizio, per il “rifornimento” di droga. Sostanza mai ricevuta, a causa del rifiuto della donna. Un “no” che aveva portato il giovane a distruggere i vetri della porta d’ingresso dell’abitazione e poi dell’automobile della 51enne.
Momenti di rabbia ripresi dai telefonini della donna e del figlio. Lo stesso 31enne, secondo quanto riferito dalla donna alle forze dell’ordine, il pomeriggio stesso del raid aveva rivendicato la paternità dell’atto incendiario che la 51enne aveva subito lo scorso maggio. Elementi che avevano portato la procura a chiedere e ottenere l’aggravamento della misura con gli arresti domiciliari per altro reato. Il 31enne infatti era stato sottoposto a divieto di avvicinamento dallo scorso luglio, per alcuni pedinamenti e altri atti persecutori nei confronti della ex compagna.
Due vicende diverse che avevano spinto il gip del Tribunale di Sulmona a ritenere che “ricorrono gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo, vista la sua pericolosità sociale”. Ordinanza ribaltata poi dal Riesame, secondo il quale “non sembra che nel caso in esame vi sia stato aggravamento della pericolosità specifica”. La procura comunque ha tirato la linea, notificando l’avviso di garanzia a chiusura delle indagini. Secondo il pm il 31enne sarebbe l'unico responsabile del raid vandalico. Nessuna contestazione per gli amici che avevano tentato di fermalo.
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