5 aprile

Oggi, ma nel 1986, a Berlino ovest, nella discoteca “La Belle” di Hauptstraße 78, Verena Chanaa, Yasir Shraydi, palestinesi, e Musbah Eter, libico, causavano l’attentato dinamitardo che costava la vita a Nermin Hannay, turca, Kenneth Ford, statunitense, mentre James Goins, altro militare americano come Ford, morirà due mesi dopo per le conseguenze fisiche riportate. I feriti erano 229. L’attacco (nella foto, particolare, l’esterno del dancing dopo la deflagrazione), presumibilmente appoggiato dalla Stasi, la principale organizzazione di sicurezza e spionaggio della Ddr, rientrava nel conflitto tra la Libia del colonnello Mu‘ammar Gheddafi e gli States del presidente Ronald Reagan dopo lo scontro aereo tra le forze aereonavali delle due nazioni di stanza nel golfo della Sirte del 24 marzo 1986.
Il 14 aprile di quel 1986 ci sarà il raid aereo statunitense su Tripoli e Bengasi, operazione denominata “El Dorado Canyon” voluta dalla Casa bianca proprio in risposta all’atto terroristico della discoteca “La Belle”. Tra l’altro sotto quei colpi americani morirà Hanna Gheddafi, figlia adottiva, di 15 mesi d’età, del leader libico. E il giorno dopo, il 15, verosimilmente, due missili SS-1 scud libici cadranno in mare a 2 chilometri da Lampedusa, nel tentativo di colpire il sistema di radionavigazione Loran della Nato installato sull’isola nella base di Capo ponente della guardia costiera americana, aprendo una crisi diplomatica tra Italia e Libia e rischiando di trascinare il Belpaese nel conflitto contro Gheddafi.
Il 16 aprile verrà data inizio all’operazione Girasole, di pattugliamento del Canale di Sicilia da parte del dispiegamento di paracadutisti della brigata “Folgore” e carabinieri parà del reggimento “Tuscania” e dell’incrociatore “Andrea Doria”, dei cacciatorpediniere “Audace” e “Intrepido”, delle fregate “Lupo” e “Libeccio”, la nave rifornitrice “Stromboli” della Marina militare tricolore, gli F-104 e Tornado dell’Aeronautica. Musbah Eter verrà preso a Roma, nel covo di via Somalia, il 26 agosto 1998. Il 10 agosto 2004 il governo di Tripoli concluderà l’accordo per versare 35 milioni di dollari quale risarcimento danni alla corrispondente amministrazione centrale berlinese.