Pedofilia, indagato un quarantenne

Blitz della polizia nell’appartamento di un disoccupato di Tagliacozzo: sequestrati video compromettenti
TAGLIACOZZO. Blitz antipedofilia della polizia. Sono stati sequestrati a un disoccupato del posto immagini e video ora al vaglio degli inquirenti. Gli agenti del commissariato di Avezzano, guidati dal vicequestore aggiunto Marco Nicolai, hanno concluso ieri mattina un'operazione per far luce su episodi di pedopornografia e hanno fatto irruzione in un appartamento di proprietà di un 40enne di Tagliacozzo, ritenuto responsabile dei reati di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico audio e video, oltre che di altri pesanti reati nei confronti di minori.
Sull'indagine, ancora in corso, non sono stati fornite informazioni da parte della polizia che sta mantenendo il massimo riserbo. Il sopralluogo sarebbe scattato a seguito di alcune segnalazioni arrivate in commissariato nei confronti dell'uomo. Sarebbero poi scattate le indagini che hanno portato alla decisione, da parte degli inquirenti, di eseguire una perquisizione domiciliare dopo aver ottenuto l'autorizzazione del magistrato. Il blitz avrebbe infatti portato i suoi frutti.
Dall'abitazione dell'uomo sono infatti stati trovati e sequestrati diversi gigabyte di materiale. Si tratterebbe di video e immagini raccapriccianti. Le indagini eseguite dalla squadra anticrimine avrebbero fatto luce sia su episodi recenti, sia su episodi che risalirebbero anche a diverso tempo fa. L'attività di analisi sul materiale sequestrato potrebbe portare a identificare i minori vittime degli abusi attraverso l'uso di sofisticati software, ma anche presunti complici e altri responsabili di reati pedopornografici.
Per il momento l'esito degli accertamenti è top secret, ma nelle prossime ore sulla vicenda potrebbe esserci una svolta. Non è la prima volta che nella Marsica vengono alla luce presunti episodi di pedofilia e pedopornografia. Basti ricordare il caso del giovane avezzanese arrestato lo scorso anno con l'accusa di aver adescato minorenni online. Dopo avere guadagnato la loro fiducia, gli chiedeva di mostrarsi nudi in webcam registrando foto e video. Ha fatto molto clamore anche il caso del dj di Pescina accusato di pedofilia. È stato prima condannato a otto anni e 11 mesi di reclusione con una sentenza emessa alla fine del 2012 per reati riguardanti atti sessuali nei confronti di otto ragazzi minorenni, e poi ad altri 7 per violenza sessuale su un'altra vittima, un bambino olandese, oggi maggiorenne. Questo ultimo caso, se le accuse fossero confermate, dimostra che la pedofilia è un fenomeno sommerso ma presente anche nelle realtà e Comuni più piccoli.
Pietro Guida
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