Amianto e lana di vetro nei sacchi lasciati sul fiume

L’assessore Marchegiani svela il mistero dopo l’allarme lanciato da Di Pillo (M5S) «I materiali sono stati già smaltiti, c’è un’inchiesta in corso della magistratura»
PESCARA. «Più che mistero questa amministrazione ha fatto chiarezza sulla questione dei rifiuti tossici abbandonati sul fiume, che il consigliere pentastellato Massimiliano Di Pillo ha “scoperto” solo quando ormai erano già cauterizzati e pronti ad essere smaltiti». L’assessore al decoro urbano Paola Marchegiani ha replicato così all’allarme lanciato lunedì scorso dall’esponente dei 5 Stelle per il ritrovamento di 25 sacchi bianchi con il simbolo «R», rifiuti tossici, lasciati sulle sponde del fiume Pescara e poi successivamente rimossi. Di Pillo ha parlato di mistero, perché la polizia municipale gli ha negato l’accesso agli atti, in quanto ci sarebbe un’inchiesta penale in corso.
Ma ieri l’assessore ha cercato di fare chiarezza. «Si tratta di una vicenda che risale a diversi mesi fa», ha detto la Marchegiani, «quando la polizia municipale è intervenuta su segnalazione di alcuni cittadini che indicavano una discarica abusiva nell’area retrostante il canile. Sul posto, stipati in diversi sacchi, gli agenti hanno rinvenuto materiale isolante, resti di amianto, pneumatici e altri inquinanti che non possono essere immessi nel ciclo urbano dei rifiuti. Dall'interno di uno dei sacchi provenivano inoltre dei miagolii, perché fra i rifiuti c’erano anche 5 gattini appena nati e un sesto ormai morto». «Gli agenti intervenuti hanno subito chiamato Attiva», ha rivelato, «perché rimuovesse i materiali trovati. Gli operatori hanno smaltito gli ingombranti, copertoni e altri rifiuti smaltibili e poi, siccome c’erano anche amianto e lana di vetro, provenienti presumibilmente dalla dismissione di un capannone industriale, è stato richiesto l’intervento di una ditta specializzata per la rimozione».
«Non solo», ha aggiunto, «essendoci una segnalazione anche relativa al mezzo che avrebbe scaricato i materiali e trovandoci di fronte ad un reato penale, la cosa è stata girata al magistrato di turno per i dovuti rilievi e per risalire agli esecutori e comminare le sanzioni del caso, procedimento che ci risulta in corso».
«Nel frattempo», ha affermato l’assessore, «il Comune ha individuato la ditta per la rimozione, la Cericola spa, che ha agito in diverse aree, fra cui quella del canile, dove i materiali sono stati subito separati e messi in sicurezza nei sacchi. Una volta ottenuto il nulla osta della Asl, i sacchi sono stati rimossi e smaltiti nella discarica autorizzata. Durante le ultime azioni di bonifica la ditta ha rinvenuto altri materiali di cemento-amianto contenuti in una big-bag abbandonato in un’area esterna al canile municipale e non rinvenuti in precedenza, provvedendo alla relativa rimozione anche di quelli».
Per avere queste risposte», ha concluso, «bastava semplicemente chiedere, senza ventilare ipotesi e scenari surreali tipici del complottismo dei 5 Stelle».(cr.pe.)
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