Anna Ricciuti, vita da tiktoker: “È iniziato tutto come un gioco, oggi è il mio lavoro”

26 Febbraio 2025

Ha cominciato nel 2020, in piena pandemia. A oggi conta 500mila persone che la seguono e ha partecipato a diverse campagne marketing per brand di moda, tech e food

PESCARA. Tutti pazzi per Anna Ricciuti, giovane tiktoker di Pescara ("e anche abbastanza tifosa!", puntualizza) che è presente in modo attivo sul social network cinese. A ‘Il Centro’ questa brillante 23enne racconta che "come molti altri content creator ho iniziato nel 2020 in piena pandemia, quindi posso dire di aver visto nascere ed evolvere questa applicazione. Avevo 18 anni e andavo ancora a scuola. Avendo molto tempo libero e troppa creatività, mi sono lanciata su questa nuova piattaforma che mi sembrava interessante per condividere qualche sketch divertente durante quel brutto periodo. È iniziato tutto così come un gioco, ma pian piano si è trasformato nel mio lavoro. A oggi, infatti, conto 500mila persone che mi seguono, ho collaborato e partecipato a diverse campagne marketing per brand di moda, tech, food etc.".

Il 1° gennaio Ricciuti è salita sul palco con Alfa in occasione del suo concerto all'area di risulta: "È stata un’esperienza bellissima, che sicuramente rifarei anche se ero super emozionata. Ho iniziato l’anno nel migliore dei modi".

Su Rita De Crescenzo, di cui si parlato molto nelle ultime settimane, Ricciuti fa questo ragionamento: "Il mio lavoro spesso viene paragonato a certi personaggi che non fanno altro che propagandare un’idea totalmente sbagliata di quello che facciamo. A parer mio c’è parecchia disinformazione su quello che è il nostro lavoro e sulle nostre figure pubbliche. Io mi sono sempre definita “content creator”, e questo perché pubblico del materiale con un determinato valore comunicativo, ho un obiettivo prestabilito (la cosiddetta “verticalizzazione”), parlo a una determinata community fidelizzata che è interessata ai miei contenuti e ho una cura nell’editing. Il fenomeno Rita De Crescenzo, invece, è nato e cresciuto come “influencer”, ossia qualcuno che riesce a influenzare i consumi e quindi vendere cose o servizi attraverso la sua audience. Come in tutte le cose, c’è il lato positivo e quello negativo".

E conclude: "Io ho sempre visto nei social il giusto trampolino di lancio per i giovani che, come me, vogliano trasmettere la loro creatività e la loro passione. TikTok è un mezzo che, purtroppo o per fortuna, tutti possono utilizzare a proprio piacimento e non sempre viene sfruttato al meglio. Però vedo soprattutto quel lato positivo, fatto di ragazzi della mia età che portano giornalmente le loro conoscenze online, fanno informazione o del sano intrattenimento. In definitiva, TikTok ad oggi è il mezzo di informazione più rapido e accessibile per la mia generazione e per quelle successive. È un’arma potentissima che, se usata in maniera consapevole, può risultare molto educativa".

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