«Avevo tutto e stavo bene, poi il crollo. A 75 anni non ho più casa: vivo in una officina». La triste storia di Gianfranco

Ecco una vicenda di solidarietà e coraggio. L’incontro fortunato tra Gianfranco e il meccanico a cui aveva portato l’auto: “Dormivo in macchina, l’unica cosa che mi era rimasta. Angelo mi ha salvato”. Nella foto: gli amici che hanno aiutato il 75enne (al centro). Il secondo da sinistra è Angelo De Luca, titolare dell’officina che gli ha offerto ospitalità.
PESCARA. Come nella serie televisiva “Il clandestino”, in cui Edoardo Leo va a vivere in affitto in un’autorimessa. Così Gianfranco vive da mesi nella stanzetta dell’officina De Luca, sulla strada comunale Piana. Ma a differenza del film, la sua è una storia vera di resilienza, forza e soprattutto altruismo. A 75 anni, è solo grazie al caso, o meglio alla sua macchina che si era rotta, che ha incontrato Angelo De Luca, il titolare dell’officina. «Lui per me è un angelo di nome e di fatto», racconta Gianfranco al quotidiano Centro, a cui ha scelto di affidare la sua storia nella speranza di un futuro migliore. «Non mi mancava nulla, adesso mi ritrovo così, senza niente».
DA TUTTO A NIENTE Una vita serena e tranquilla, una casa, una moglie e i figli. «Avevo tutto e stavo bene», racconta Gianfranco che nella vita è stato un agente di commercio. «Il mio è sempre stato un lavoro di testa, nella vita ho avuto a che fare con medici e professionisti». Una quotidianità sconvolta da un giorno all’altro a causa di un malore improvviso che ha di conseguenza scombussolato la routine e il rapporto con la famiglia. «Ho avuto dei gravi problemi di salute che mi hanno fatto fermare dal lavoro per più di sei mesi», racconta il 75enne. Nel mentre, alcune difficoltà nei rapporti con la famiglia. In poco tempo, Gianfranco si è ritrovato da avere tutto a niente. A vivere solo con la pensione sociale di poche centinaia di euro. «Dormivo in una macchina che non mi ha mai abbandonato. Era vecchia e aveva alcuni problemi».
L’INCONTRO FORTUNATO Ed è stata la sua macchina a condurlo verso i nuovi amici. «Dovevo aggiustare l’auto e un mio amico Piero Teodoro mi ha portato nell’officina di Angelo». E quell’incontro l’ha salvato. «È un amico da ricoprire d’oro». Il meccanico ha preso a cuore la storia di Gianfranco e così gli ha aggiustato una piccola stanzetta all’interno della sua officina per metterlo al riparo dal freddo dell’inverno. Un letto con le coperte, un divano, un televisore e un piccolo piano cottura. «Mi ha messo a mio agio in questa stanza», racconta Gianfranco che ci tiene a ringraziare tutti gli altri amici che hanno collaborato e lo hanno aiutato: Michele Lorusso, Daniele Giorgini, Marco Starinieri, Dario Marinelli, Astorre Trovarelli, Ernani Di Minco, Gianni Gianbattista, Antonio Bressini e Angelo Airo. «Io ho ancora tanta voglia di fare ma vorrei trovare un appartamento per non dare disturbo».
GLI AMICI Ma per questo gruppo di amici che la sera lo vanno a trovare e gli tengono compagnia, non è una questione di disturbo. «Abbiamo richiesto la residenza di Gianfranco nell’officina così che possa essere aiutato anche dai servizi comunale», dice Angelo, «un uomo non può vivere così, lui è una persona buona e sincera. Non ha mai fatto del male a nessuno. Merita una vita dignitosa». E se nel film di Edoardo Leo, la storia è a lieto fine; per Gianfranco che compie il 76° compleanno a maggio, la serenità dipende dalle pratiche burocratiche. Ma ciò che è certo è che gli amici buoni non gli mancano. ©RIPRODUZIONE RISERVATA