Di Mattia rilancia: sì alle case chiuse

21 Agosto 2013

Dopo la proposta dei box del sesso, il sindaco insiste: «Firmerò per abrogare la legge Merlin». Sabato arrivano i banchetti

MONTESILVANO. Il sindaco Attilio Di Mattia rilancia e dice sì alla riapertura delle case chiuse. Dopo il vespaio sollevato dal post su Facebook in cui il sindaco annunciava la sua intenzione di voler vagliare la possibilità di istituire i cosiddetti box del sesso, recentemente aperti a Zurigo per localizzare il fenomeno della prostituzione, anche a Montesilvano, Di Mattia si fa promotore in Abruzzo del referendum per l’abrogazione parziale della legge Merlin. L’iniziativa, promossa dal sindaco di Mogliano Veneto (Treviso), Giovanni Azzolini, prevede una raccolta di firme a sostegno dell’abrogazione di quegli articoli della legge Merlin (approvata nel 1958 e attraverso la quale vennero abolite le cosiddette case chiuse) che impediscono l’apertura delle case di tolleranza, mantenendo invariati quelli relativi al reato di sfruttamento della prostituzione.

«La mia impressione è che i cittadini stiano con me e non con i moralisti», ha sottolineando il sindaco Di Mattia nell’annunciare il suo pieno appoggio all’iniziativa popolare, già pubblicata sulla Gazzetta ufficiale e per la quale saranno necessarie 500 mila firme entro fine settembre. Il primo cittadino di Montesilvano, inoltre, garantisce che non sarà un semplice firmatario della proposta di referendum abrogativo, ma parteciperà attivamente alla raccolta delle firme. «Ci stiamo mettendo d’accordo per allestire i banchetti in Abruzzo. Io sarò il primo firmatario e promotore del sì», annuncia Di Mattia che tornando sui box del sesso spiega: «La mia era una provocazione per iniziare a parlare dell’argomento. Non volevo scavalcare la legge e comunque non esistono vie per aggirare la normativa, a meno che non si inquadrino questi locali come posti dove le coppie si possano appartare, ma il senso dell’iniziativa non è questo».

Via libera, dunque, alla raccolta delle firme, che avverrà già a partire da questo sabato con un banchetto promosso dai Radicali in piazza Diaz, dalle 9 alle 12, e al quale dovrebbe partecipare anche il sindaco di Mogliano Veneto.

Intanto sui box del sesso interviene anche il coordinatore cittadino di Montesilvano Futura, Mauro Orsini: «Il sindaco ha sbagliato l’approccio al tema», sostiene, «perché con la sua proposta, senz’altro provocatoria, dirompente e discutibile, ha dato adito ai bacchettoni della città di ergersi a moralisti che scagliano la prima pietra e condannano il prossimo. È chiaro che il sindaco volesse mandare un segnale su un problema quale lo sfruttamento e la violenza dando maggiore tutela a chi è costretto a prostituirsi, ma i tempi non sono maturi perché dovranno passare ancora molti anni dalla Santa inquisizione». Antonella Luccitti

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