Pretende di essere ricoverato e minaccia di uccidersi: sotto processo per interruzione di pubblico servizio

L’imputato è un 48enne originario della Campania. Deve rispondere anche di oltraggio a pubblico ufficiale e porto abusivo d’arma
PESCARA. Finisce sotto processo per oltraggio a pubblico ufficiale, porto abusivo d'arma e interruzione di pubblico servizio. L'imputato, M.M., 48 anni originario della Campania ma residente a Pescara, noto alle forze dell’ordine, avrebbe trovato il sistema per superare la crisi economica di metà mese: così, quando finiscono i pochi spiccioli che percepisce, si presenta al pronto soccorso dell'ospedale e chiede di essere ricoverato nel reparto di psichiatria. Ma deve aver esagerato con le sue pressanti richieste perché, quando il 27 marzo dello scorso anno si presentò al pronto soccorso, i sanitari chiesero l'ausilio di una volante della polizia per cercare di far desistere l’uomo dal suo intento, anche perché la situazione in quell’avamposto della sanità è sempre ad alta tensione. Solo che quando arrivarono gli agenti, invece di calmarsi, l'uomo tirò fuori un coltello dalla tasca, ma non per puntarlo contro gli uomini della volante: per rivolgerlo contro se stesso e minacciare di uccidersi se non fosse stata accolta la sua richiesta. Fortunatamente gli uomini della polizia sono stati molto più lesti di lui e, con uno scatto repentino, uno di loro lo ha disarmato impedendo che quella protesta si trasformasse in qualcosa di più serio. Il pm Andrea Di Giovanni lo ha quindi spedito davanti al giudice monocratico, aggiungendo ai due reati di oltraggio e porto abusivo di coltello, anche il reato di interruzione di pubblico servizio, in quanto creò grossi disagi sia al pronto soccorso, sia al reparto di psichiatria. Ieri dovevano essere sentiti alcuni testi, ma ha deposto soltanto la polizia che ha raccontato l’accaduto. Nella prossima udienza del 28 maggio è in programma la discussione. (m.cir.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA