Oltre 6mila foto e video hard con bambini, arrestato un 54enne campano

25 Febbraio 2025

Arresto in flagranza di reato per M.F., originario della Campania ma residente nel Pescarese, accusato di detenzione di 3.840 foto e quasi 3mila video a contenuto pedopornografico, con minori da 0 a 12 anni

PESCARA. Arresto in flagranza di reato. È quello che ha convalidato il gip di Pescara su richiesta del pm Anna Benigni nei confronti di un uomo di 54 anni, M.F., originario della Campania, ma residente nel Pescarese, accusato di detenzione di materiale pedopornografico.

Nel suo telefono cellulare e nel suo computer, gli investigatori della polizia postale hanno trovato 3.840 immagini e 2.950 video a contenuto pornografico ritraenti minori fino a 12 anni. Un provvedimento scattato qualche giorno fa da parte della Postale che ha dato seguito a un decreto di perquisizione emesso dalla procura di Catania nei confronti dell’indagato, non nuovo a questo tipo di reato. L’uomo era infatti già stato arrestato per la stessa fattispecie di reato e quindi c’era il rischio che, senza una adeguata misura detentiva, avrebbe potuto commettere nuovamente reati della stessa specie. Non è stato semplice rintracciare nei supporti informatici quelle terribili immagini, ma gli investigatori hanno dato fondo a tutta la loro esperienza in materia e, alla fine, sono riusciti a scovare quello che cercavano.

Nelle carte del centro operativo per la sicurezza cibernetica della polizia postate e delle comunicazioni dell’Abruzzo, relative all’arresto, si dà atto «dell’ingente quantitativo rinvenuto, della natura e crudeltà delle immagini e video», vengono sinteticamente spiegate le immagini conservate dall’arrestato nei suoi supporto informatici (si parla di cartelle con varie denominazioni come “Viber”, “Telegram”, “Pictures”, “Movies” e altri ancora): «Sono state rinvenute 1.800 video e 740 immagini», si legge in relazione a uno dei dispositivi sequestrati ed esaminati, «ritraenti minori la cui età è compresa tra 0 e 12 anni, in atti sessuali» e poi altri 70 video della stessa natura.Visualizzando le varie applicazioni di messaggistica istantanea, sono emerse poi svariate sessioni di chat, più di mille, intercorse sia all’interno di gruppi pedopornografici che in chat “one to one”, quasi esclusivamente a carattere pedopornografico. E poi ancora altri 950 video e 1.900 immagini identiche, e cioè con al centro sempre bimbi della stessa età.

Al termine della perquisizione il numero approssimativo di files pedopornografici sfiorava i 7.000 e cioè 3.840 immagini e 2.950 video, «ritraenti minori, da 0 a 12 anni, in atti sessuali». Una scoperta terribile, inquietante, da far rabbrividire anche gli esperti investigatori: un numero tale di immagini e video da far scattare l’arresto in flagranza di reato. Peraltro, l’indagato era già nel mirino della postale, specializzata in questo tipo di reati, ed aveva subito altre perquisizioni negli anni 2016, 2017 e 2018 nell’ambito di precedenti procedimenti penali della procura dell’Aquila, di Ancona e di Palermo, e aveva definito altri procedimenti con la messa alla prova (poi revocata), e patteggiamenti. E dopo la convalida relativa a quest’ultimo arresto, richiesta dal pm Benigni, il gip ha emesso anche l’ordinanza di misura cautelare disponendo la detenzione dell’uomo nella casa circondariale di Chieti.

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