Roseto degli Abruzzi

Fermato per omicidio a Cuba, Di Gregorio assolto: «Finito un incubo»

20 Marzo 2025

Il falegname era accusato del delitto di un imprenditore calabrese: «Ma la sua morte è stata accidentale». La giustizia cubana ha riconosciuto che l’uomo si era solo difeso durante un’aggressione: «In cella sono arrivato a pesare 43 chili»

ROSETO DEGLI ABRUZZI. La fine di un incubo durato più di un anno. Rolando Di Gregorio, falegname rosetano di 56 anni, è stato assolto dall'accusa di omicidio dopo aver trascorso otto mesi in carcere a Cuba, e gli ultimi cinque in libertà condizionata. Venerdì la Corte suprema dell'Avana ha riconosciuto che Di Gregorio si era solo difeso durante un’aggressione da parte dell’imprenditore calabrese Francesco Sciammarella, 76 anni, deceduto a seguito di una caduta durante la colluttazione. «La mia reazione dopo la sentenza? Hai visto mai un bambino piccolo piangere? Ho passato momenti brutti», racconta Di Gregorio, che dovrebbe fare ritorno e riabbracciare sua moglie e i tre figli tra un mese.

«Il primo volo che ho trovato a circa 800 euro», dice, «è per il 22 aprile». Prima ci sono da attendere i 10 giorni dalla sentenza che l'accusa ha a disposizione per presentare l'eventuale appello, dopodiché sbrigate le pratiche burocratiche potrà fare ritorno in Italia. Di Gregorio racconta la sua cruda esperienza nel carcere El Tipico di Las Tunas, località dove si trovava per lavoro. «In otto mesi di carcere sono arrivato a pesare 43 chili per la preoccupazione e per malnutrizione», dice, «sono stato chiuso in una cella da marzo a ottobre, da solo, e una volta alla settimana potevo fare una telefonata di 30 minuti.

Fino al 18 marzo dello scorso anno invece sono stato chiuso in una stanza del commissariato con un faro puntato 24 ore su 24 che non ti faceva dormire, in compagnia di zanzare e topi». Poi la sistemazione dei documenti e il trasferimento in carcere. «Il 18 ottobre, però, è arrivato il maggiore nella mia cella che mi dice "vieni, sei libero". Mi hanno dato la libertà condizionale, sotto cauzione. Poi venerdì scorso è arrivata la bella notizia: sono stato assolto».

L’incidente risale al 1° marzo 2024, proprio nella cittadina di Las Tunas. Di Gregorio spiega come sono andate le cose. «Il signor Francesco», dice, «a settembre 2023 mi chiamò per chiedere di comprare quattro porte per casa sua». Così versò l'importo in moneta locale equivalente a circa 350 euro. Soldi che, sottolinea Rolando, «erano poi stati versati nelle casse dell'azienda, come da loro confermato al processo». Sciammarella ha successivamente chiesto i 350 euro indietro.

A quel punto Di Gregorio ha deciso di restituirglieli di tasca sua, chiedendo alla moglie (che era in Italia) di fare una ricarica alla Postepay di Sciammarella come richiesto da lui stesso. Quest'ultimo si presentò però nell'alloggio di Di Gregorio chiedendo dell'eventuale ricarica effettuata. «In Italia era notte fonda e non potevo chiamare mia moglie per sapere se era stata effettuata la ricarica», ricorda, «così lo pregai di tornare la mattina seguente dicendogli che avremmo risolto il suo problema, ma prima dovevo chiamare mia moglie. Altrimenti avrei cambiato i soldi e glieli avrei restituiti».

La situazione, però, è degenerata. «Ha cominciato a insultarmi con parole molto pesanti, a cui non ho assolutamente reagito. Mi sono allontanato da lui per tre volte, fino a raggiungere la mia auto dove l'ho pregato di tornare la mattina seguente, ma lui mi ha aggredito prendendomi con forza dalla camicia. Mi sono girato e mi ha colpito per tre volte con il casco spaccandomi il sopracciglio destro. Sono andato di nuovo verso l'auto e lì mi ha aggredito di nuovo. A quel punto ho reagito spingendolo per allontanarlo e lui è caduto all'indietro battendo la testa per terra».

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