Il leone fra un mese è al suo posto

5 Gennaio 2011

Parla l'esperta della Sovrintendenza: «I danni si possono riparare»

TERAMO. Il leone, vista anche l'età, pare goda di buona salute. Lo conferma Cesira D'Innocenzo, responsabile della sede teramana della Sovrintendenza.

Il leone di cui preoccupano le sorti è quello in pietra, di epoca romanica, fatto cadere l'altroieri alle 6,30 da un Tir in manovra che ha colpito il parapetto della scalinata del duomo, abbattendone una parte e facendo cadere uno dei due antichi leoni sulla balaustra. «All'esterno abbiamo potuto rilevare solo una piccola lacuna sul viso. Certo, non sappiamo se ci sono lesioni interne, ma condurremo indagini diagnostiche, con strumenti particolari, per accertarlo», spiega il funzionario della Sovrintendenza del beni architennonici e paesaggistici.

Dunque pare proprio che una buona stella vegli sull'opera d'arte del monumento-simbolo della città. «Allo stato pare proprio che servano operazioni che si faranno tranquillamente», aggiunge Cesira D'Innocenzo, che conferma la stima dei tempi fatta l'altroieri dal parroco del duomo, don Aldino Tomassetti, secondo cui entro un mese è probabile che tutto venga rimesso a posto. «I tempi sono quelli», osserva l'architetto, «il muretto si può rimontare da subito, utilizzando buona parte del materiale recuperato e suddiviso con metodi scientifici per ricollocarlo al proprio posto. Ci siamo anche con i tempi per il restauro del leone, la ditta a cui si è rivolto il vescovo - che con grande sensibilità è intervenuto tempestivamente subito dopo l'incidente - è specializzata anche nel restauro dei beni storico artistici e in quest'ambito nel restauro di materiali lapidei». La ditta a cui il vescovo già lunedì mattina ha dato l'incarico e che ha subito messo in sicurezza la zona è la "Polisini Maurizio" di Montorio. Il personale dell'impresa ha recuperato il leone sotto lo sguardo vigile dei tecnici della Sovrintendenza: ora è, sottochiave, nel vicino Seminario.

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