Teramo

Michele Venda, il detenuto di 42 anni morto in cella

4 Marzo 2025

E’ morto stroncato da un malore, il detenuto 42enne, Michele Venda. A dare l’allarme il suo compagno di cella. Si sarebbe sentito male durante la cena 

TERAMO. È morto stroncato da un malore, forse conseguenza di patologie cardiache: così ha stabilito l’autopsia eseguita su Michele Venda, 42 anni, detenuto nel carcere di Castrogno dove era arrivato circa 9 mesi fa dal penitenziario di Rebibbia, deceduto nel tardo pomeriggio di venerdì. Tra le prime ipotesi circolate quella che l’uomo potesse essere stato soffocato da un boccone di cibo andato di traverso. L’autopsia è stata eseguita ieri dall’anatomopatologo Giuseppe Sciarra su incarico del sostituto procuratore di turno Monia Di Marco.

All’esame ha preso parte anche l’anatomopatologo Ildo Polidoro nominato come consulente dei familiari dell’uomo. L’autopsia, così come già accertato da una prima ispezione cadaverica, ha escluso la presenza di segni di violenza. Il dramma si è consumato in pochi attimi nella serata di venerdì, durante l’ora della cena. Poco dopo le 18 i due stavano consumando il pasto appena distribuito quando improvvisamente, così ha raccontato l’altro detenuto, Venda avrebbe iniziato a sentirsi male, cadendo dalla sedia, accasciandosi a terra e mostrando difficoltà a respirare. In pochi attimi, dopo la richiesta di aiuto dell’altro recluso, nella cella sono arrivati gli agenti di polizia e gli operatori sanitari che hanno subito soccorso il 42enne. Ma ogni tentativo di rianimare l’uomo si è rivelato vano: l’uomo è morto in pochi attimi. Venda, che risulta essere nato in Ucraina da papà italiano e mamma ucraina e residente nel Lazio, era arrivato nel carcere teramano circa nove mesi fa per scontare una condanna definitiva a circa dieci anni di carcere per vari reati tra cui alcuni di natura sessuale. Concesso il nulla osta per la sepoltura.