Città della musica, sogno infranto dopo 20 anni (e 3 milioni spesi)

28 Febbraio 2025

Trentacinquemila euro spesi per i tavoli bianchi, le sedie nere con le rotelle e i mobili laccati a tre cassetti; 60mila euro alla voce «imprevisti»; altri 20.800 euro per un incarico a un geometra amico; 15mila euro di premi e incentivi per i dipendenti comunali; altri 10mila euro per una buca di tre metri scavata nel terreno al capitolo «analisi e indagini geologiche». C’è di tutto nella lista delle spese sostenute nel corso degli anni dal Comune di Pescara per trasformare l’ex inceneritore di via Raiale nella Città della musica con «laboratori e aule scolastiche» per formare cantanti e musicisti: in vent’anni di lavori a singhiozzo, le amministrazione che si sono alternate alla guida della città hanno speso almeno tre milioni di euro. 

Tutto quasi pronto, anche i cartelli con i comportamenti da rispettare in caso di pandemia: «Entrare uno alla volta». Ma, adesso, l’amministrazione Masci non vuole portare più avanti quei lavori