Intervista a Marsilio: «La rivolta in Consiglio? Non mi fermo, la “teppa rossa” va denunciata»

Il presidente della Regione Abruzzo parla dopo l’aumento delle tasse e l’occupazione dell’Aula del Consiglio regionale: «I video vanno consegnati alla polizia per verificare chi ha commesso reati»
PESCARA. «Il Consiglio regionale come Capitol Hill ma senza corna, con le bandiere del Pd cantando “Bella Ciao». Potrebbe essere questo il titolo, o forse no.
– Buongiorno presidente Marsilio, posso intervistarla sulla “teppa rossa”?
Non posso darle retta, sto impicciato con la Vespucci…
-- Ci sbrighiamo in 15 minuti, Domanda e risposta, andiamo veloci
Vediamo se ce riusciamo!
-- Li denuncia davvero?
Il presidente del Consiglio (Lorenzo Sospiri) ha condiviso con me questo orientamento, è quello che ci siamo detti ieri.
Perché vuole denunciare alla polizia chi ha manifestato in Consiglio regionale? Secondo me è giusto farlo
-- Si, ma perché?
Perché l’aula del Consiglio regionale è come il Parlamento, se qualcuno avesse invaso il Parlamento cercando di impedire di legiferare lei cosa avrebbe fatto? È uguale all’assalto alla Casa Bianca solo che invece che avere le corna in testa e le bandiere sudiste c’erano quelle rosse della Cgil e del Pd e cantavano “Bella Ciao”. E se cantano Bella Ciao possono fare tutto.
- La “teppa rossa”?
(esita) Si meritano l’appellativo, quando si comportano così.
-- “Teppa rossa” detto da lei fa tornare indietro di qualche decennio.
(ironizza) Non a caso c’erano vecchi attrezzi, l’età media era di quelli che facevano i gruppettari negli anni ’70, quelli che si sono ubriacati di ricordi di gioventù e hanno pensato di stare nel Palazzo d’Inverno.
-- Con a capo Luciano D’Amico. Ma lei lo preferisce mite agnello o capo popolo?
Vabbè, non le rispondo su ste battute. Non mi faccia scendere oltre sulla discussione.
-- Entriamo nell’argomento sanità. Non c’è aumento delle tasse, questo ho sentito dire dai consiglieri di centrodestra, ma c’è una manovra che preleva 40 milioni di euro dalle tasche di 187mila cittadini. La vede la contraddizione?
Non abbiamo mai detto che non c’è un aumento di tasse. Abbiamo detto con chiarezza, trasparenza e serietà che abbiamo bisogno di aumentare le entrate a fronte di un incremento dei costi e di una serie di problemi oggettivi che si stanno affrontando a tutte le latitudini e in tutte le amministrazioni di tutti i colori politici. Poi ognuno può strumentalizzare e fare il gioco delle parti purché lo faccia entro i limiti di correttezza istituzionale, democratica e legittimità.
-- Detto questo…
Detto questo, dovendo scegliere di fare un prelievo fiscale, peraltro non enorme, lo abbiamo concentrato su quel 15 per cento, massimo 20, di popolazione che ha la capienza fiscale per poterlo fare e che in passato è stato generosamente risparmiato da aliquote che per i redditi alti erano molto generose.
-- Lei però colpisce anche il ceto medio.
No, perché il ceto medio è tutto intero dentro il primo scaglione che arriva a 28mila euro di imponibile.
-- A chi le chiede: pagano i cittadini ma non i manager Asl, come risponde?
Ho già risposto mille volte a questa domanda.
-- Facciamo milleuno.
I manager Asl ricevono un fondo che è disuguale nella distribuzione in Italia e questo è oggetto di una mia battaglia già in corso che sta mettendo insieme buona parte delle Regioni italiane che condividono con l’Abruzzo lo spopolamento e la densità demografica molto inferiore alla media nazionale.
-- Una battaglia contro chi?
Contro le regioni più popolose, che hanno aree metropolitane e che ricevono di fatto una quota molto simile, troppo simile, a quella di chi la popolazione ce l’ha sperduta e frastagliata tra valli e monti. Abbiamo fatto un esempio che nessuno è stato in grado di contestare.
-- Lo rifaccia.
Un milione e 300mila abruzzesi ricevono i soldi che sono quelli di un milione e 300mila milanesi, napoletani o romani all’interno di realtà metropolitane e città consolidate. Penso che sia facile intuire che la razionalizzazione dei costi, l’ottimizzazione della spesa e anche l’offerta del servizio si possano raggiungere dove non hai bisogno di moltiplicare ospedali, Dea di primo livello, sedi di area disagiata, ambulatori, consultori, distretti sanitari e così via. La sola provincia dell’Aquila ha oltre 70 punti di somministrazione per meno di 300mila abitanti. In una città di 300mila abitanti bastano mezzo ospedale e un ambulatorio.
-- Insisto sui manager.
Faccia pure.
-- L’obiettivo non lo hanno raggiunto, mancano 50 milioni di euro all’appello che solo grazie a questa manovra pagata dai cittadini si possono colmare. Le pare giusto?
Se noi ci fossimo dovuti preoccupare solo di coprire i risultati della gestione delle Asl, compresi i piani di rientro, con i fondi accantonati in bilancio non avremmo avuto bisogno di aumentare le tasse. E poi basta con questa questione del profondo buco rosso. I numeri sono numeri: i manager hanno avuto cento e hanno speso 102 in tempi di inflazione, guerre e bollette energetiche. Chi racconta che noi spendiamo soldi per una sanità allo sfascio fa propaganda, è una mistificazione fatta da chi ci ha lasciato lo sfascio a cui abbiamo dovuto porre riparo.
-- Insisto sull’argomento. Nell’intervista del direttore Telese al professor D’Amico, il capo dell’opposizione dice di aver letto i bilanci del 2024 e di aver scoperto che la bolletta energetica, lo scorso anno, è scesa di 12 milioni di euro. Che mi dice?
Non posso rispondere sul dettaglio del capitolo. Ma a quel qualcuno che ci vuol far credere che la bolletta dell’energia sia scesa dico che se vale per gli ospedali deve valere anche per le famiglie. Strano però che quel qualcuno faccia cortei per il costo delle bollette delle famiglie e poi sostiene che agli ospedali hanno fatto lo sconto quando questo non è accaduto.
– A proposito di spese, è il centrodestra con Paolo Gatti (FdI) a chiedere in questo momento di emergenza di tagliare gli ospedali che di fatto non sono più veri ospedali. Perché, dice Gatti. “non ce lo possiamo permettere”.
Gatti ha la serietà e l’onesta intellettuale di affrontare i nodi anche sfidando l’impopolarità di alcune scelte. Siamo sempre aperti e lavoriamo tutti i giorni per capire come offrire il servizio migliore e come razionalizzare gli interventi. In ogni caso intendo difendere la rete che abbiamo realizzato perché ogni ospedale e ogni presidio ha la sua funzione. Abbiamo fatto esattamente quel lavoro che anche dall’opposizione ci viene richiesto: dare specializzazioni. A Ortona si sono tolte le attività che lì non dovevano essere fatte, da qui la diminuzione di cui continua a lagnarsi la sinistra, e si è creato un polo specializzato per la mammografia e l’oncologia. All’ospedale di Popoli è stata data una destinazione riabilitativa e di lunga degenza ed è stato tenuto aperto. Dopodiché, più che Gatti credo che D’Amico faccia questi discorsi da gran professore.
– Li chiama i “gusci vuoti”.
Ci dica lui quali sono perché quando ho provato a razionalizzare qualche Uoc ospedaliera (Unità operative complessa) ho visto consiglieri, grandi sostenitori di D’Amico, pagare con i fondi dei gruppi regionali, quindi dei cittadini, manifesti 6x3 per denunciare che stavo squalificando l’ospedale in questione. Questa è ipocrisia di chi reclama contro i “gusci vuoti” e poi va in piazza con i cartelli quando uno invece di chiudere un reparto decide di razionalizzarlo. La sinistra fa solo predicozzi. Porta Elly Schlein sotto l’ospedale di Tagliacozzo raccontando che lo stavamo chiudendo. Cosa non vera, i cittadini hanno capito perché Marsilio ha vinto le elezioni anche a Tagliacozzo. Ci dica pubblicamente, il Pd, quali ospedali vuole chiudere poi vedremo se le bandiere rosse saranno lì a fare gli applausi per le loro proposte.
--- Manovra, manovra, manovra! Ha paura dell’11 aprile, il giorno del giudizio a Roma del Tavolo di monitoraggio?
Un po’ sì. Tutti gli anni quando ci si siede a quel tavolo, dove peraltro la politica non è ammessa, c’è sempre una discussione che non si sa bene dove finisce. Ma resta il fatto che tutti gli anni è finita bene, è stata certificata la correttezza dei nostri bilanci e io penso che avverrà lo stesso in questa occasione. Ora però devo proprio lasciarla.
-- Un attimo. L’assessore al Bilancio ha detto in aula che alla sua festa ci sono più invitati di quanti hanno occupato il Consiglio. È mai andato a un compleanno di Quaglieri, è vero che ci sono 800 persone?
Ma secondo lei c’erano mille persone in Consiglio regionale? Hanno mobilitato 50 associazioni e c’erano 300 persone con i soliti militanti in servizio permanente effettivo. Anche i pensionati della Cgil a cui abbasseremo le tasse stavano lì a cantare Bella Ciao contro Marsilio perché alzo le tasse a quelli che possono permettersi di comprare la Porsche. Ridicolo.
-- In che senso?
È stato un circo, contenti loro. Basta leggere i commenti sotto i video da loro pubblicati
-- A proposito di video, in aula lei ha detto che saranno utilizzati per le denunce.
Se esistono penso che sia corretto offrirli alla polizia e alle autorità giudiziarie perché verifichino chi, come e quando e se ha commesso reati. Ora la saluto, Giorgia mi sta aspettando. ©RIPRODUZIONE RISERVATA