Riorganizzazione Mibac, il polo museale d'Abruzzo trasferito da Chieti all'Aquila

4 Febbraio 2016

Il decreto Franceschini divide inoltre in due la Soprintendenza: per il cratere sismico avrà sede all'Aquila, per il resto d'Abruzzo a Chieti. Pescara tiene l'Archivistica. Il sindaco di Chieti sbotta contro "lo scippo del Pd"

Il decreto Franceschini, con la riorganizzazione del Ministero dei beni culturali, ridisegna la mappa degli uffici anche in Abruzzo. Con due novità. La Soprintendenza archeologica, Belle Arti e Paesaggio viene divisa in due, fino a tutto il 2019: un ufficio dedicato all’Aquila e agli comuni del cratere sismico nel capoluogo di regione ed un altro, che ha competenza sul resto d’Abruzzo, che va a Chieti. Chieti, d’altro canto, perde la direzione del polo museale che attualmente ha sede a Villa Frigerj (dov’è custodito il guerriero di Capestrano) ma sarà trasferita all’Aquila.

Lo stesso ministro Franceschini ha esteso la rete del polo museale regionale all’abazia di San Giovanni in Venere (Fossacesia), al castello Piccolomini di Celano e alla chiesa di San Bernardino dell’Aquila.

Il segretariato regionale del Ministero resta all’Aquila, come Pescara tiene la Soprintendenza archivistica e bibliotecaria.

Il cambio di sede del polo museale fa andare il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, su tutte le furie: «Il ministro ha preso una decisione da sezione del Pd, dimostrando, per altro, di non avere rispetto per la nostra città nella quale è venuto a fare passerella soltanto nel periodo della campagna elettorale comunale». La rabbia è per le rassicurazioni che - dice - di aver ricevuto dal ministro. «Aspettiamo di capire se i Poli Museali sono stati distribuiti secondo le ragioni del Pd o se vi è un criterio razionale per cui gli uffici di Chieti debbano essere spostati a L’Aquila, ancor di più – ha proseguito il Sindaco – se si pensa che fino al 19 gennaio scorso, data della ultima bozza del Decreto, Chieti figurava ancora come sede del Polo Museale d’Abruzzo. In appena quattro giorni ed evidentemente dopo che il Ministro si è fatto tirare la giacca da qualche compagno, la nostra città ha perso la sede del Polo Museale. Quanto accaduto dimostra palesemente che non solo non sono stati perseguiti i criteri logici di distribuzione degli uffici periferici sul territorio ma anche che il Ministro, sovvertendo una decisione presa poco più di un anno fa, che individuava Chieti come sede del polo Museale d’Abruzzo, ha poca autonomia decisionale ed è succube delle logiche di partito».