17 dicembre

Oggi, ma nel 1966, a Trapani, Filippo Melodia veniva condannato, in primo grado, a 11 anni di carcere per il rapimento della ex fidanzata, Franca Viola. Il 10 luglio 1967, in appello, a Palermo, la pena verrà ridotta a 10 anni, con l'aggiunta di 2 di soggiorno obbligato da scontare in una località in provincia di Modena. Sentenza che, il 30 maggio 1969, verrà confermata dalla Corte di cassazione.
Il sequestro era stato messo a punto, il 26 dicembre 1965, ad Alcamo, insieme a 12 complici, secondo il rituale della “fuitina”, la fuga d’amore che avrebbe dovuto portare necessariamente al matrimonio riparatore, scavalcando in tal modo il parere contrario all’unione della famiglia di lei. La ragazza, che aveva 17 anni, era stata violentata e segregata in un casolare per 8 giorni.L’1 gennaio 1966 Bernardo Viola, padre della ragazza (nella foto, particolare, a sinistra, a destra, invece, Melodia dietro le sbarre, in un ritaglio di giornale del tempo), era stato contattato dai parenti di Melodia per la “paciata”, l’incontro volto a mettere le famiglie davanti al fatto compiuto e far accettare ai genitori di lei le nozze. Il giorno dopo, 2 gennaio, la polizia aveva liberato la giovane ed arrestato il suo aguzzino e gli aiutanti. Melodia, che era nipote del boss mafioso Vincenzo Rimi di Alcamo, ritenuto il capo morale di Cosa nostra negli anni ’50 e ’60, verrà ucciso, simbolicamente con un colpo di lupara, da un sicario che rimarrà ignoto, il 13 aprile 1978, proprio nel modenese. Il matrimonio riparatore era previsto dall’articolo 544 del codice penale italiano. La norma verrà abrogata, con la legge 442, il 5 agosto 1981.
Il “no” di Franca Viola era il primo nel Belpaese. La sua scelta, a rischio di rimanere disonorata e di non essere scelta da nessun altro uomo come moglie, secondo la forte credenza del tempo, apriva la via non solo all'emancipazione femminile, ma ad un cambiamento dei costumi sociali che affondavano le radici in usanze arcaiche, altamente diffuse ed accettate non solo nell’ambiente rurale dell’isola. La “Regina senza re” -secondo il titolo del brano, del 1970, scritto dal poeta siciliano Ignazio Buttitta e musicata del cantautore calabrese Otello Profazio- il 4 dicembre 1968 verrà impalmata dal ragioniere Giuseppe Ruisi, amico d’infanzia, che la sceglierà come consorte nonostante fosse ritenuta “svergognata” da Melodia e noncurante del rischio di ritorsioni da parte della criminalità organizzata. La vicenda di Franca Viola ispirerà, il film “La moglie più bella”, del 1970, del regista Damiano Damiani, prova d’esordio da attrice di Francesca Romana Rivelli, in arte Ornella Muti.