Il giallo di Lorena, via alle analisi del Ris. La sorella: «Non si è suicidata, la stanno umiliando anche da morta»
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Prosegue il caso Lorena Paolini, 53 anni, trovata morta nella sua casa a Ortona. Nei laboratori di Roma gli accertamenti genetici e chimici sui reperti prelevati il 30 gennaio nella casa sotto sequestro. Esami anche sui tamponi eseguiti sul collo della vittima e sul lampadario al quale, secondo l’ultima versione del marito, lei si sarebbe impiccata
ORTONA. Dalle tracce di sangue trovate sul tavolino della sala e sul lampadario fino al ferro da stiro, passando per il tampone del prelievo eseguito dal medico legale sul collo della vittima. Sono alcuni dei reperti sui quali ieri mattina, nei laboratori dei carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Roma, sono iniziate le analisi nell’ambito dell’inchiesta sulla tragica fine di Lorena Paolini, 53 anni, trovata morta nella sua casa di Ortona il 18 agosto 2024. L’unico indagato, con l’accusa di omicidio volontario aggravato, resta il marito Andrea Cieri, 51 anni. Indagato che, insieme al fratello Giuseppe e a una delle figlie, sostiene la tesi del suicidio. «Lorena si è uccisa impiccandosi al lampadario dello sgabuzzino», è il senso dell’ultima versione fornita dai tre agli investigatori. Quelli avviati dal Ris, dopo il sopralluogo e i prelievi dello scorso 30 gennaio nell’abitazione sotto sequestro da più di sei mesi, sono accertamenti chimici e genetici. Per l’indagato, nei laboratori romani di viale Tor di Quinto, c’era il genetista Emiliano Giardina; Silvana Paolini, la sorella di Lorena che ha sempre respinto l’ipotesi del suicidio, è stata invece rappresentata dal criminalista Nicola Caprioli.
Il sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Giuseppe Falasca ha ordinato esami anche su un campione della corda di nylon verosimilmente dello stesso tipo di quella che la donna avrebbe utilizzato per togliersi la vita. La corda originale, infatti, stando sempre alle parole dell’indagato, della figlia e del fratello Giuseppe (nonché cognato di Lorena), sarebbe stata fatta sparire da quest’ultimo dopo il ritrovamento del corpo. Tamponi sono stati eseguiti dagli specialisti dell’Arma anche sul lampadario del ripostiglio.
Le analisi del Ris proseguiranno il 3 marzo: l’attenzione si concentrerà soprattutto sul ferro da stiro. Il filo dell’utensile potrebbe essere stato usato per uccidere Lorena? È questa una delle domande che, al momento, restano in sospeso. Domenica scorsa, a Ortona, è stata celebrata una messa in ricordo della donna. «La nuova versione del suicidio», ha detto Silvana Paolini nei giorni scorsi, «è ridicola. Dopo tutto questo tempo, si ricordano che Lorena si è impiccata nello sgabuzzino? All’inizio avevano parlato di un malore. Il giorno dopo, avevano detto che si era strozzata da sola, con le mani, una roba assurda. E adesso arrivano le nuove dichiarazioni. La stanno umiliando anche da morta. Una donna uccisa dentro quattro mura non riesce ad avere un po’ di giustizia. Sono arrabbiata. Anzi, arrabbiatissima».
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