Cappa-Camponeschi in 4mila visitano il palazzo restaurato

Grande successo per l’operazione promossa dal Fai Tatafiore: il modo giusto per valorizzare il centro storico
L’AQUILA. Oltre quattromila persone, nel fine settimana, hanno ammirato il restauro di uno dei più preziosi edifici del centro storico: palazzo Cappa-Camponeschi, in via Garibaldi. Ha riscosso un gran successo l'iniziativa promossa dal Fai (Fondo ambiente italiano) che ha aperto le porte del palazzo, che si affaccia anche su piazza Santa Maria Paganica, rendendolo per due giorni anche sede di un’esposizione di cinque quadri, provenienti dalla collezione della Casa-Museo Signorini Corsi. Un’operazione resa possibile grazie a un certificato di agibilità temporanea per l’edificio e a un accordo con il Comune e la direzione regionale per i Beni culturali.
«Gli aquilani hanno dimostrato ancora una volta il grande legame con il loro centro storico e con i loro monumenti», commenta il delegato del Fai dell’Aquila, Andrea Tatafiore. «Il numero di visite in due giorni è andato oltre la nostra più rosea aspettativa».
In particolare, ad affascinare i visitatori è stata la preziosissima Madonna in trono con bambino e due angeli di Martino Di Bartolomeo, artista senese che visse ed operò in Toscana tra la fine del Trecento e i primi anni del Quattrocento. «Nonostante prima del terremoto fosse esposta e visibile nel museo Signorini Corsi, in questa nuova ambientazione ha assunto un valore particolare, che ha colpito il pubblico», spiega Tatafiore. «Tutti, inoltre, hanno apprezzato il restauro dello stesso palazzo curato nei dettagli». I lavori di recupero dell’edificio simbolo del quartiere di Santa Maria Paganica, realizzato per la prima volta a fine Trecento e abitato dalla famiglia dei baroni Cappa dal 1700, sono costati 2 milioni 800 mila euro. Per il ripristino effettivo è necessario ancora realizzare gli allacci alle utenze. Oltre alla pala con raffigurata la Madonna sono state esposte altre quattro importanti opere, secondo una selezione curata da Paola Carfagnini della direzione regionale dei Beni culturali: il Paesaggio lacustre con pastorella, e Paesaggio fluviale con animali e figure, dipinti del maestro olandese del XVII secolo Johannes Van der Bent; Cane e gatto e Coppia di conigli di Karl Ruther, monaco celestino di origine fiamminga, che visse nel convento di Collemaggio. I visitatori sono stati accompagnati alla scoperta del palazzo e delle opere da giovani delle scuole cittadine. «Questa positiva esperienza avrà presto un seguito», conclude Tatafiore. «Nelle prossime settimane, infatti, verrà aperto al pubblico un altro importante palazzo in centro storico da poco restaurato. Il nostro obiettivo è far conoscere e valorizzare le bellezze del territorio».
Michela Corridore
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