Lolli: vanno messe da parte tutte le beghe politiche

14 Aprile 2013

L’AQUILA. «La trasferta a Roma è necessaria e poco importa se i progetti in attesa del finanziamento “viaggeranno” sulle carriole o a dorso di un mulo». Giovanni Lolli, esponente di spicco del Pd,...

L’AQUILA. «La trasferta a Roma è necessaria e poco importa se i progetti in attesa del finanziamento “viaggeranno” sulle carriole o a dorso di un mulo». Giovanni Lolli, esponente di spicco del Pd, lancia l’invito a mettere da parte le beghe politiche e a “marciare” uniti per il bene della città. «Per ricostruire abbiamo bisogno di un flusso di cassa costante. Tutto questo sarebbe stato possibile attraverso la tassa di scopo che, però, ci è stata negata. Ora l’unico strumento che può garantire l’arrivo continuo di risorse è la Cassa depositi e prestiti, un meccanismo già positivamente sperimentato per le case B e C. Grazie al ministro Barca sono stati liberati i fondi Cipe (oltre 2 miliardi) che, tuttavia, per poter essere erogati devono passare al vaglio del ministero del Tesoro. Cosicché i soldi arrivano con il contagocce. Dunque, è necessario tornare alla Cassa depositi e prestiti. Io questa battaglia l’ho fatta (da solo) in Parlamento e non sono riuscito a vincerla anche perché allora, a causa di procedure farraginose, c’erano più soldi che progetti. Ora la situazione è rovesciata: abbiamo centinaia di pratiche bloccate in attesa di fondi che non arrivano. È arrivato il momento di chiedere, così come è stato fatto per l’Emilia, il ritorno al vecchio meccanismo. Ed è necessario andare martedì a Roma, davanti a Palazzo Chigi. Saremo lì per mostrare i progetti che attendono da mesi di essere finanziati. La nostra presenza darà forza a chi, dalla senatrice Stefania Pezzopane al ministro Barca, intende portare avanti la battaglia per la ricostruzione». Quindi l’invito di Lolli a mettere da parte le polemiche. «Questa deve diventare la battaglia di tutti gli aquilani, perché da ciò dipende il futuro del cratere. Ma ora la domanda vera è se siamo disposti a mettere la ricostruzione sopra ogni altra cosa, carriere e beghe politiche incluse».

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