Sulmona

Metanodotto Snam a Sulmona, prosegue la protesta degli ambientalisti: piantato un ulivo davanti alla centrale

5 Aprile 2025

A fare da cornice alla piantumazione dell'albero di ulivo un flash mob. "Hanno tagliato in maniera illegale oltre 300 alberi come pure il cantiere va avanti in maniera illegale" ha ribadito Mario Pizzola

SULMONA. Non si ferma la protesta contro la realizzazione della centrale di compressione a Case Pente: davanti ai cancelli dell'area di passaggio del cantiere, dove la Snam ha acquisito la servitù per i lavori di realizzazione della centrale e del metanodotto, gli ambientalisti hanno piantato questa mattina un albero di ulivo divenuto simbolo di una protesta alla quale hanno preso parte anche rappresentanti dei coordinamenti regionali e della capitale. A fare da cornice alla piantumazione dell'albero di ulivo un flash mob. "Hanno tagliato in maniera illegale oltre 300 alberi come pure il cantiere va avanti in maniera illegale" ha ribadito Mario Pizzola, portavoce del comitato. Una realtà che non giustifica l'utilizzo di 2 miliardi e 500 milioni di euro del Pnrr per un'opera "di cui se ne può fare a meno" e che invece, sottolinea Pizzola "avrebbero potuto essere investiti per la produzione di energia pulita creando posti di lavoro senza distruggere l'ambiente". "Gli ulivi che insistono nell'area interessata dai lavori della centrale di Sulmona sono poco più di 60 e, ove questo non infici prioritarie esigenze di sicurezza, non saranno destinati all'abbattimento bensì all'espianto e al successivo reimpianto"- precisano dalla Snam, ribadendo l'assoluta legalità dell'opera