Falsi medici derubano due anziani in casa, incastrati da gps e telecamere

Nei guai Fiorindo Di Rocco e Sabatino Di Rocco, entrambi di Popoli. Ieri si è svolto l’interrogatorio. Il pm chiede al gip la misura cautelare in carcere
PESCARA. Si spacciano per sanitari della Asl, uno addirittura per medico, agganciano un anziano per strada salutandolo cordialmente come se lo conoscessero e, con la scusa di dover visitare la moglie che avevano avuto in cura (così hanno fatto credere alla vittima lo scorso primo febbraio, forse per aver preso informazioni sulla coppia), lo fanno salire in auto, si fanno accompagnare a casa sua e, mentre uno fa finta di visitare la donna, l'altro gli porta via 6.500 euro che si trovavano nella cassaforte aperta. Per la procura di Pescara, che ha chiesto la misura cautelare in carcere per Fiorindo Di Rocco, 40 anni, e Sabatino Di Rocco, 35 anni, entrambi di Popoli (assistiti rispettivamente da Luca Pellegrini e Giancarlo De Marco), i due sono senza dubbio i responsabili di quell’odioso furto ai danni dell’anziana coppia.
Ma, nel rispetto delle norme, ieri mattina i due sono stati sottoposti all’interrogatorio preventivo e hanno negato ogni addebito, spiegando che si trovavano in certi luoghi soltanto perché in quelle zone ci sono diversi parenti. Una giustificazione che difficilmente avrà fatto breccia davanti al gip Giovanni de Rensis che adesso dovrà decidere se emettere o meno la misura cautelare.
Il problema, per i due indagati, è che gli elementi raccolti dalla polizia li inchioderebbero senza via di uscita: e soprattutto la scatola nera con il gps che l’assicurazione aveva montato sulla Panda utilizzata dai due e che ha permesso agli investigatori di disegnare il preciso percorso di quell’auto. Il racconto delle vittime, lui 87 anni, lei 79, è stato peraltro piuttosto preciso su cosa hanno fatto i due in casa, anche se non sono stati in grado di riconoscerli bene. Dopo aver spiegato che uno dei ladri si era fermato a parlare con il marito in un'altra stanza, mentre lei era andata in camera da letto per la “visita”, la donna riferisce che a un certo punto il marito sarebbe entrato in camera per prendere dalla cassaforte il documento che gli aveva chiesto uno dei due malviventi, lasciando poi incautamente aperta la cassaforte in cui si vedevano diversi contanti.
«Mi sono girata dietro verso la cassaforte che era rimasta aperta e con la coda dell’occhio ho visto l’uomo che aveva detto di essere un medico, mettere la mano nella cassaforte e riporre subito nella sua tasca quello che aveva preso. Arrabbiata mi mettevo a gridare». Ma i due ladri avevano già lasciato l'appartamento con un bottino di 6.500 euro in contanti. Questo accadeva il primo febbraio scorso. Il lavoro degli investigatori è stato preciso e puntuale grazie anche alle telecamere della zona e poi soprattutto al gps che ha fornito le indicazioni sul tragitto dell’auto che si fermò proprio sotto casa della coppia di anziani.
Le riprese delle telecamere avrebbero poi permesso di individuare l’auto che incrociava l’anziano che era a piedi: l’auto faceva inversione di marcia e poi la stessa Panda, che prima aveva due uomini a bordo, appariva con un terzo uomo che sedeva accanto al guidatore: proprio come raccontato dalla vittima. E dagli stessi fotogrammi, sarebbe apparso il viso di uno dei due, peraltro conosciuto alle forze dell’ordine per numerosi precedenti.
Individuata l’auto, la polizia ha avviato una serie di pedinamenti e controlli per vedere chi la usava e gli spostamenti. Non solo, ma qualche giorno dopo il fatto, la polizia ha fermato la stessa Panda con i due a bordo. E sulla scorta dei numerosi e circostanziati elementi raccolti dagli investigatori (riprese, gps, riconoscimento della targa, spostamenti con auto che confermano il tragitto compiuto dai due al minuto) il pm Giuliana Rana ha ritenuto di chiedere al gip la misura cautelare in carcere visti gli specifici precedenti penali dei due. I due legali, Pellegrini e De Marco, ieri al termine dell'interrogatorio preventivo hanno avanzato richieste dei domiciliari con braccialetto elettronico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA