Pescara, Zeman verso l’operazione: rebus allenatore

A Pesaro in panchina va Bucaro, il boemo deve sottoporsi a un intervento alla carotide alla clinica Pierangeli
PESCARA. Zeman lunedì quasi sicuramente verrà operato alla carotide dal dottor Stefano Guarracini nella clinica Pierangeli. Il Pescara, quindi, resterà orfano del suo allenatore non solo per la trasferta di domenica sera a Pesaro, ma anche per le partite successive. Quante? Impossibile dirlo oggi. Sarà necessario ingaggiare un nuovo allenatore? Forse, ma al momento la società non vuole nemmeno pensare a questa ipotesi, anche per una questione di rispetto del quasi 77enne tecnico di Praga, che vive giorni delicati e di apprensione per la sua salute.
A Pesaro in panchina andrà il vice, Giovanni Bucaro, come già avvenuto in precedenza nell’ultimo periodo quando il boemo non era in grado di seguire la squadra. Zeman intanto anche oggi è bordo campo e abbozzerà la formazione prima di entrare in clinica per sottoporsi ai nuovi accertamenti già fissati nel periodo del primo ricovero necessario, dopo l’ischemia transitoria dello scorso novembre.
Il presidente Sebastiani e il ds Delli Carri attendono sviluppi dal punto di vista clinico, prima di ragionare sul futuro. Lunedì prossimo probabilmente sarà il giorno cruciale, per Zeman e per il Pescara. La prima ipotesi sul tavolo è quella di uno stop non molto lungo per l’allenatore di Praga, che permetterebbe quindi alla società di non dover ricorrere a nessun cambiamento: Bucaro farebbe il “supplente” per le settimane di assenza del boemo, per poi tornare a fare il vice. Soluzione che Delli Carri valuta anche in caso di assenza di Zeman fino a fine stagione, un po’ come accadde al Bologna qualche tempo fa durante la malattia di Sinisa Mihajlovic, con la squadra affidata allo staff e con il serbo che continuava a impartire direttive dall’ospedale o nelle sue puntate al campo durante le cure.
Ecco, Zeman potrebbe chiudere la stagione anche proseguendo il decorso post operatorio lontano dal campo, affidandosi allo staff e dando direttive da remoto. L’altra ipotesi è un cambio in panchina nel caso in cui Zdenek non fosse nelle condizioni di seguire con la necessaria energia la squadra. Se le indicazioni dei medici fossero queste, Delli Carri valuterebbe il da farsi già all’inizio della prossima settimana. Potrebbe optare per un allenatore con cui chiudere la stagione, quindi con contratto fino al 30 giugno, oppure progettare da subito un nuovo ciclo, con un tecnico chiamato a lottare per la promozione e poi a ripartire per il torneo 2024/2025.
Tra i nomi in ballo per il futuro, figura Francesco Baldini, 50 anni a marzo, è un’idea che potrebbe diventare presto concreta: a Delli Carri il profilo piace, tanto che lo aveva sondato nel 2022 prima d’ingaggiare Alberto Colombo. Baldini è stato esonerato dal Perugia lo scorso 19 dicembre: da regolamento può quindi essere ingaggiato da un altro club di terza serie (se fosse stato licenziato dal 20 in poi non avrebbe potuto più allenare fino al 30 giugno). Tra i papabili figura anche Pasquale Padalino, un allievo della prima zemanlandia di Foggia, che spesso con le sue squadre ha adottato il 4-3-3 del maestro.
Il sogno, però, si chiama Delio Rossi: l’ex allenatore biancazzurro, 64 anni, un anno fa ha soffiato la finale play off al Delfino sulla panchina del Foggia, ma quest’anno è rimasto fermo, dopo la mancata conferma in Puglia. Sarebbe il profilo di maggior spessore. L’allenatore di esperienza e carisma che potrebbe rilanciare le ambizioni dell’ambiente.
Orlando D’Angelo