Presi i truffatori degli anziani

8 Maggio 2010

In carcere due fratelli residenti a Pescara Bloccati in centro dalla polizia dopo un inseguimento

TERAMO. Doveva essere l’ennesima truffa ad un’aziana con lo stratagemma della falsa eredità. Ma questa volta la denuncia della vittima ha consentito di bloccare i presunti artefici, arrestati in piazza tra la gente.

Sono Francesco e Stellario Galletta, due fratelli siciliani di 56 e 55 anni, residenti a Pescara. Sono incensurati, anche se la squadra mobile pensa che in passato possano aver messo a segno altri raggiri. L’ultimo li ha mandati in carcere, grazie alla segnalazione della figlia dell’anziana e all’intervento tempestivo della polizia. I fratelli sono accusati di tentata truffa e violenza privata, perchè nell’ultima parte della vicenda avrebbero forzato la donna ad entrare nella vettura. Tutto si è consumato in meno di due ore nella mattinata di ieri tra via Savini e piazza Verdi. Intorno alle 10 la donna di 86 anni è stata avvicinata da due.

Secondo la ricostruzione della polizia le hanno detto di essere alla ricerca di un medico teramano a cui avrebbero dovuto dare 30mila euro, parte di una eredità lasciata dal padre in segno di riconoscimento per le cure avute. All’anziana hanno chiesto indicazioni per trovare il medico. La donna si è offerta di aiutarli e per questo è salita sulla loro vettura.

Nel corso del giro i due hanno fatto finta di ricevere una telefonata con cui qualcuno li avvertiva della morte del medico. Rivolgendosi alla donna le hanno detto che parte dell’eredità sarebbe andata a lei, come atto di ringraziamento per averli aiutato nellla ricerca del professionista teramano. «Per farlo», ha aggiunto l’altro, «bisogna andare dal notaio per gli atti. Ci vogliono dei soldi». Con questo stratagemma i due sono riusciti a convincere la donna a recarsi in una banca di via Savini per prelevare 8mila euro, la somma necessaria per pagare gli atti. I fratelli hanno accompagnato l’anziana in banca e hanno atteso che uscisse con i soldi.

L’anziana, però, all’uscita non li ha trovati: evidentemente i due si sono allontanati forse allarmati dal passaggio di qualche volante. La donna, con i soldi prelevati, è tornata a casa e ha raccontato tutto alla figlia. Quest’ultima ha chiamato il 113 e subito è scattata l’operazione. L’anziana è scesa in strada, dove i due stavano ad aspettarla e gli uomini della squadra mobile, diretti da Gennaro Capasso, li hanno bloccati. Uno ha tentato la fuga, ma è stato inseguito e fermato. In nota la questura invita gli operatori degli sportelli bancari a chiamare il 113 ogni volta che vedono un anziano ritirare grosse somme di denaro.

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