Chiara Navelli

MOSCUFO

Con “Tràdere” di Chiara Navelli rivivono il passato e le tradizioni

Mostra fotografica, organizzata dalla Cultour Moscufo con il patrocinio del Comune, sabato 13 luglio alle ore 21

MOSCUFO. Il Frantoio delle Idee di Moscufo ospita per la prima volta un libro fotografico che diventa una vera e propria mostra visitabile per tutto il mese di luglio: il significativo titolo è “Tràdere” della giovane fotografa professionista moscufese Chiara Navelli, un titolo che rimanda alla tradizione ed ai ricordi mai persi. L’appuntamento, organizzato dalla Cultour Moscufo con il patrocinio del Comune, è per sabato 13 luglio alle ore 21.

Interverrà il presidente dell’associazione Mimmo Ferri, la stessa autrice Navelli con la curatrice del libro Emanuela Amadio, responsabile della scuola “Case di Fotografia”; interviene la giornalista Alessandra Renzetti. A dare vita e sostegno alle immagini ci saranno anche gli attori principali degli scatti. Per Chiara Navelli, le foto rappresentano un modo di comunicare, un linguaggio capace di raccontare, ricordare e valorizzare il mondo che la circonda. In quest’opera sono presenti scatti che hanno catturato la maestria e la passione di alcuni paesani che portano ancora oggi avanti tradizioni antiche con gesti perfetti e sapienti. Fotografare queste tradizioni è un modo per preservare la memoria e trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio prezioso.

Chiara Navelli è una fotografa professionista, specializzata in ritratti e cerimonie. Vive nel borgo di Moscufo e ama comunicare attraverso le immagini: “Mi piace ambientare i servizi fotografici nella natura – spiega – Amo stabilire connessioni con le persone che fotografo, farle sentire a loro agio e raccontare in modo autentico i loro momenti importanti. Il mio progetto fotografico mira a far rivivere le esperienze di antichi mestieri del mio paese che stanno morendo, attraverso nove artigiani che parlano della loro vita, delle loro passioni, delle difficoltà, esperienze e soddisfazioni”.

Tutti hanno da raccontare qualcosa che va al di là del quotidiano ma che ha a che fare con la terra, le persone e l’opera. I soggetti sono: Nicola, Vera, Antonio, Gino, Remo, Anna, Angela, Vincenzo e i fratelli Massimo e Vincenzo. “Ho scelto questo tema perchè sono molto legata alla mia terra, al mio paese e alle vecchie tradizioni e perchè voglio divulgare, condividere, non solo a Moscufo ma anche fuori dal territorio. Accanto al nome di ognuno di loro, ci sarà il soprannome in dialetto e una poesia a rima sempre in dialetto pensata dalla bravissima maestra Tiziana Ferri. E’ rivolto a tutti, ma principalmente ai ragazzi e alle nuove generazioni che sopraffatti dalla tecnologia, lasciano da parte e dimenticano le nostre radici e tradizioni”, conclude. L’ingresso è libero.

@RIPRODUZIONE RISERVATA