“Hai fatto la spia ai carabinieri” e lo aggrediscono: due minorenni arrestati
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La spedizione punitiva perché la vittima era accusata (falsamente) di aver fatto la spia ai carabinieri su un giro di spaccio
CARSOLI. Due minorenni di Carsoli arrestati per aver selvaggiamente aggredito un coetaneo, costretto poi a subire minacce e intimidazioni. Per lungo tempo. Una storia di bullismo portata a galla dai carabinieri di Carsoli, coordinati dalla procura minorile dell’Aquila diretta da David Mancini. La vicenda ha avuto inizio lo scorso settembre, quando un 17enne ha raccontato alla madre di essere stato minacciato di morte dai due. Uno di 16, l’altro di 17 anni. La sua colpa sarebbe stata quella di aver sparlato di loro. A quel punto la donna ha personalmente contattato telefonicamente uno dei due ragazzi, ritenendo si trattasse di una controversia adolescenziale, e chiarito la questione. Così credeva. Fino all’aggressione fisica, solo pochi giorni dopo. Stando a quando ricostruito dalle forze dell’ordine, i due giovani hanno rintracciato l’adolescente in un campetto di calcio a 5 e l’hanno aggredito «con violentissimi pugni al volto, tanto da rompergli il naso e scheggiargli un dente, minacciandolo di morte nel caso avesse denunciato il fatto. Lo accusano, falsamente, di essere la causa dei recenti problemi avuti da uno dei due con i carabinieri». Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, i problemi in questione riguarderebbero una perquisizione, avvenuta pochi giorni prima, ai danni dell’aggressore 17enne, trovato in possesso di diverse dosi di cocaina mentre si trovava all’interno della stazione ferroviaria di Carsoli. E per questo denunciato. La vittima sarebbe stata ritenuta responsabile della soffiata ai militari. Dopo la violenza, i due minori hanno continuato ripetutamente a minacciare e intimidire il coetaneo, costretto a forti ripercussioni psicologiche e a stravolgere le proprie abitudini di vita. Fino a non reggere più alla paura e chiedere aiuto ai carabinieri. Pochi giorni fa gli arresti su disposizione del gip. Al momento del blitz delle forze dell’ordine nelle abitazioni dei due sono scattate le perquisizioni. Oltre ai carabinieri della stazione di Carsoli e al nucleo operativo, e radiomobile della compagnia di Tagliacozzo, è stato impiegato un cane addestrato alla ricerca di stupefacenti, del nucleo carabinieri cinofili di Chieti. Il 17enne custodiva una piccola quantità di marijuana per uso personale e per questo è stato segnalato alla prefettura. Ben altro scenario in casa del 16enne. Qui sono stati rinvenuti 13 grammi di hascisc, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento e 500 euro in contanti. Tutto posto sotto sequestro. In questo caso, inoltre, il padre del giovane ha reagito all’intervento dei militari e per questo è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. Il minore, invece, dovrà rispondere anche di detenzione di stupefacente ai fini di spaccio. Entrambi si trovano rinchiusi al Casal del Marmo di Roma.