Lavoro, occupati in aumento in Abruzzo: +5,8% nel 2024. L’indagine del Cresa

Prosegue la crescita del numero di occupati in Abruzzo. A livello territoriale, sono L'Aquila e Pescara a mostrare nel complesso i migliori andamenti dei principali indicatori del mercato del lavoro con quest'ultima che riporta variazioni della componente femminile migliori di quella maschile.
PESCARA. Nel 2024 prosegue, ma attenuata rispetto al 2023, la crescita del numero di occupati in Abruzzo, la cui stima si attesta a 508 mila unità (296 mila uomini e 212 donne). L'aumento ha interessato la sola componente maschile (+6 mila pari al +2,0%), quella femminile riporta una lieve flessione (-200 unità, -0,1%). La crescita dell'occupazione interessa in particolar modo i dipendenti a tempo indeterminato e, al contrario di quanto si osserva nel paese, gli indipendenti (+6 mila, +5,7%), a fronte della riduzione dei dipendenti a termine (-13 mila, -16,5%). Lo rileva il Cresa.
A livello territoriale, sono L'Aquila e Pescara a mostrare nel complesso i migliori andamenti dei principali indicatori del mercato del lavoro con quest'ultima che riporta variazioni della componente femminile migliori di quella maschile. L'Aquila registra, infatti, aumenti degli occupati di 7,1 mila pari al +6,6% e Pescara di 4,6 mila che corrisponde al +3,7%, e diminuzioni degli inattivi di -3,2 mila pari al -5,2% e di 2,3 mila che corrisponde al -3,6%. Nonostante il buon andamento generale del mercato del lavoro regionale, emerge dall'analisi del Cresa, non si può non rilevare che permane e, anzi, si aggrava sempre più il problema della prevalenza assoluta e crescente delle fasce anziane della popolazione e di una presenza sempre più esigua di quella giovanile. La questione, in realtà, riguarda tutta l'Italia ma si prospetta in modo particolarmente grave nel meridione e ancor più in Abruzzo. Anche considerando il breve lasso di tempo che intercorre tra l'anno pre pandemico e il 2024 si osserva che in regione il peso percentuale dei lavoratori tra i 50 e i 65 anni aumenta di 3 punti percentuali passando dal 37% al 40%, quelli tra i 15 e i 34 anni diminuisce dal 22% al 21%.