Addio all’imprenditore Di Lena, è stato titolare della concessionaria Autoabruzzo e presidente del Pescara

24 Febbraio 2025

L’uomo è morto ieri pomeriggio all’ospedale di Pescara. Aveva 88 anni, domani i funerali

PESCARA. Negli anni Settanta arrivò a Pescara per realizzare il sogno di aprire una concessionaria di auto e ce la fece. Addio ad Alberto Di Lena, avvocato, imprenditore ed ex presidente del Pescara nella stagione 1989/’90. Di Lena è morto ieri pomeriggio all’ospedale di Pescara, aveva 88 anni. Domani alle 15.30 è in programma l’ultimo saluto nella chiesa di San Rocco, a Sambuceto. Titolare di Autoabruzzo Bmw a San Giovanni Teatino, si trasferì nel capoluogo adriatico con il nipote compianto Salvatore Di Lena, dopo aver preso contatti con la famiglia Agnelli per realizzare l'impresa. Insieme, nel 1978, aprirono la concessionaria Autoabruzzo in viale Amendola, a San Giovanni Teatino. In seguito è arrivata anche MotoAbruzzo, sulla Tiburtina, a Pescara.

Sui social un fiume di affetto e di vicinanza alla famiglia a cominciare dalla squadra del Delfino e dal presidente Daniele Sebastiani che ieri hanno espresso il cordoglio per la scomparsa dell’ex presidente biancazzurro. Di Lena è stato protagonista della storia del Pescara Calcio per tre stagioni, da quella del 1988-89 a quella del 1990-91. Nel 1988 entrò, come vicepresidente, nella società allora guidata dal patron Pietro Scibilia. Nei due anni seguenti Di Lena divenne presidente del Pescara prima di cedere il pacchetto azionario di maggioranza della società ai fratelli Fedele del gruppo Ilca Carni. «Il Pescara per me fu proprio un’avventura», disse in un’intervista che l’imprenditore rilasciò al Centro alcuni anni fa, «sono soddisfatto di quanto fatto e se tornassi indietro lo rifarei».

Di Lena arrivò nel mondo del calcio «casualmente», raccontò, «mi coinvolse un amico di Scibilia, che mi disse che il patron era alla ricerca di soci. Io all'epoca ero molto impegnato con le mie aziende che crescevano, per questo risposi che avrei voluto riflettere. Inoltre tutti gli amici mi sconsigliarono dal fare quel passo e io ero intenzionato a dire di no perché sapevo che sarebbe stato impegnativo, anche se mi sarebbe dispiaciuto rifiutare. Poi, invece, andai nella sede della società in via Campania e quando arrivai era pieno di flash, giornalisti e microfoni, insomma mi lasciai coinvolgere ed entrai con Scibilia». Da quel momento partì quell’avventura che i tifosi del Pescara ricordano come gli anni più belli (prima della cavalcata con Zeman in panchina) vissuti dai colori biancazzurri. Alberto Di Lena uscì di scena cedendo le quote della società ai fratelli Fedele, dopo aver comprato quelle di Pietro Scibilia.

Anche l’amministrazione comunale di Pescara esprime cordoglio per la perdita di un «uomo di grande passione e competenza», ricorda il sindaco Carlo Masci, «è stato una parte fondamentale della storica impresa che portò il Pescara a calcare i campi della Serie A, regalando emozioni indimenticabili a un’intera città e contribuendo a scrivere pagine importanti della storia biancazzurra. Oltre al suo impegno nel mondo del calcio, Di Lena è stato un grande imprenditore, punto di riferimento nel settore automobilistico con i suoi autosaloni, dove ha costruito con successo un’attività che ha servito generazioni di pescaresi. Il suo legame con Pescara e i suoi cittadini è sempre stato profondo, un amore sincero che ha dimostrato con il suo lavoro, il suo impegno e il suo entusiasmo per la crescita della città».

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