Neve, sulle piste la stagione non decolla
I gestori cominciano a contare le perdite dopo un Natale di magra
PESCARA. La stagione sciistica sulle piste abruzzesi non riesce a decollare neanche in questi primi giorni del 2010. La neve continua a scarseggiare in buona parte delle stazioni della regione, e anche dove c’è ad essere aperti sono solo alcuni degli impianti.
E i gestori cominciano a fare i conti per capire se riusciranno a riprendersi dalle perdite del periodo natalizio, in cui di neve se ne è vista davvero poca.
Nel consorzio Alto Sangro sono aperti solo quattro impianti: Pallottieri, Valleverde 1, Pizzalto e Aremogna Crete Rosse. «Siamo al 15%» spiega il gestore Mauro Del Castello «parliamo di 8/10 km di piste aperte su 100 km. Qui di fatto la neve non c’è: ne abbiamo solo sopra i 1800 metri. E pensare che il 22 dicembre avevamo iniziato bene la stagione, era tutto aperto, poi il vento ha portato via tutto. Abbiamo avuto difficoltà anche a sparare la neve artificiale con i cannoni perchè la temperatura è troppo alta per cui non durerebbe. Nel fine settimana secondo le previsioni dovrebbe nevicare. Speriamo bene, anche perchè fino a questo momento la stagione è stata una debacle. L’incidenza di un periodo natalizio negativo sulla stagione nel suo complesso è forte, ma a Natale chi ha prenotato magari viene comunque. Nei mesi successivi invece gli sciatori vengono solo se hanno certezze. Se il tempo migliorerà, insomma, possiamo ancora recuperare».
A Campo Felice le strutture aperte sono quattro su un totale di quattordici. «C’è pochissima neve» spiega Luca Lallini, amministratore delegato degli impianti «ed è quasi tutta artificiale. Abbiamo anche difficoltà a farla reggere perchè non fa abbastanza freddo: se si alzasse la temperatura saremmo costretti a chiudere in poche ore. La neve artificiale per noi è stata una salvezza, altrimenti avremmo dovuo chiudere molto prima. Il bilancio di questo avvio di stagione, però, nonostante questa scappatoia, è drammatico. Rispetto allo scorso anno abbiamo avuto un calo del 90%: la situazione non è grave, è tragica».
A Ovindoli sono aperte 6 piste su 8: il tapis roulant Topolino, la telecabina per l’arroccamento in quota e gli impianti a monte.
A Campo Imperatore, spiegano gli addetti alle funivie, gli impianti stanno aprendo a giorni alterni. Ieri in tarda mattinata si è riusciti ad aprire le Fondari e oggi, se il tempo sarà buono, si dovrebbe riuscire ad aprire anche la Scintarella.
La neve è la grande assente anche a Passolanciano, dove gli impianti sono completamente chiusi. Fabrizio Di Muzio, gestore della funivia Panorama, è pessimista: «Il periodo natalizio su una buona stagione incide per il 25% ma se il resto della stagione non dovesse andare bene l’incidenza salirebbe al 40% anche perchè se dovesse nevicare domani ci vorrebbero altri 15 giorni per tornare a regime: l’utenza non torna subito a sciare. Il danno lo pagheremo anche il prossimo anno: chi ha prenotato quest’anno ed è rimasto scottato dalla mancanza di neve magari per la stagione successiva ci ripensa».
Stesso pessimismo si ritrova nelle parole di Antonio Riccione, direttore degli impianti dei Prati di Tivo, tutti chiusi salvo la seggiocabinovia della Madonnina, appena inaugurata e aperta per i pedoni. «Perdere Natale se non è il 50% è poco meno: sono i giorni di maggiore affluenza. Se nevica però siamo pronti a ripartire e ci si può riprendere».

E i gestori cominciano a fare i conti per capire se riusciranno a riprendersi dalle perdite del periodo natalizio, in cui di neve se ne è vista davvero poca.
Nel consorzio Alto Sangro sono aperti solo quattro impianti: Pallottieri, Valleverde 1, Pizzalto e Aremogna Crete Rosse. «Siamo al 15%» spiega il gestore Mauro Del Castello «parliamo di 8/10 km di piste aperte su 100 km. Qui di fatto la neve non c’è: ne abbiamo solo sopra i 1800 metri. E pensare che il 22 dicembre avevamo iniziato bene la stagione, era tutto aperto, poi il vento ha portato via tutto. Abbiamo avuto difficoltà anche a sparare la neve artificiale con i cannoni perchè la temperatura è troppo alta per cui non durerebbe. Nel fine settimana secondo le previsioni dovrebbe nevicare. Speriamo bene, anche perchè fino a questo momento la stagione è stata una debacle. L’incidenza di un periodo natalizio negativo sulla stagione nel suo complesso è forte, ma a Natale chi ha prenotato magari viene comunque. Nei mesi successivi invece gli sciatori vengono solo se hanno certezze. Se il tempo migliorerà, insomma, possiamo ancora recuperare».
A Campo Felice le strutture aperte sono quattro su un totale di quattordici. «C’è pochissima neve» spiega Luca Lallini, amministratore delegato degli impianti «ed è quasi tutta artificiale. Abbiamo anche difficoltà a farla reggere perchè non fa abbastanza freddo: se si alzasse la temperatura saremmo costretti a chiudere in poche ore. La neve artificiale per noi è stata una salvezza, altrimenti avremmo dovuo chiudere molto prima. Il bilancio di questo avvio di stagione, però, nonostante questa scappatoia, è drammatico. Rispetto allo scorso anno abbiamo avuto un calo del 90%: la situazione non è grave, è tragica».
A Ovindoli sono aperte 6 piste su 8: il tapis roulant Topolino, la telecabina per l’arroccamento in quota e gli impianti a monte.
A Campo Imperatore, spiegano gli addetti alle funivie, gli impianti stanno aprendo a giorni alterni. Ieri in tarda mattinata si è riusciti ad aprire le Fondari e oggi, se il tempo sarà buono, si dovrebbe riuscire ad aprire anche la Scintarella.
La neve è la grande assente anche a Passolanciano, dove gli impianti sono completamente chiusi. Fabrizio Di Muzio, gestore della funivia Panorama, è pessimista: «Il periodo natalizio su una buona stagione incide per il 25% ma se il resto della stagione non dovesse andare bene l’incidenza salirebbe al 40% anche perchè se dovesse nevicare domani ci vorrebbero altri 15 giorni per tornare a regime: l’utenza non torna subito a sciare. Il danno lo pagheremo anche il prossimo anno: chi ha prenotato quest’anno ed è rimasto scottato dalla mancanza di neve magari per la stagione successiva ci ripensa».
Stesso pessimismo si ritrova nelle parole di Antonio Riccione, direttore degli impianti dei Prati di Tivo, tutti chiusi salvo la seggiocabinovia della Madonnina, appena inaugurata e aperta per i pedoni. «Perdere Natale se non è il 50% è poco meno: sono i giorni di maggiore affluenza. Se nevica però siamo pronti a ripartire e ci si può riprendere».